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Mastiti nella cagna

Articolo a cura del Dott. Daniele Barberini

La mastite è un'infiammazione di una o più ghiandole mammarie che può colpire sia le cagne che le gatte, più facilmente dopo il parto o una pseudogravidanza.
Generalmente è più frequente nella cagna e le mammelle più colpite sono le inguinali (perchè più sviluppate e irrorate).

Tale patologia può essere causata da:

  • infezioni ascendenti specifiche della mammella in cui l'agente infettivo (batterio) risale i dotti galattofori a livello dei capezzoli per poi dare infezione a livello della ghiandola mammaria;
  • da microtraumi prodotti dai dentini e dalle unghie dei cuccioli durante l'allattamento;
  • per infezioni sistemiche che si diffondono per via ematica;
  • in seguito a ferite penetranti a carico della specifica ghiandola mammaria;
  • per ristagno di latte che può favorire l'insorgenza di un'infezione per proliferazione dei germi che normalmente si comportano da saprofiti (questa evenienza si ha soprattutto in corso di pseudogravidanza in cui il latte prodotto non viene "evacuato" o nel caso in cui per trattamenti farmacologici sulla madre non è possibile far assumere il latte ai cuccioli).

Clinicamente, a seconda del numero di ghiandole interessate e dello stadio della malattia, i sintomi potranno riguardare solamente la ghiandola colpita o avere ripercussioni sistemiche; quindi le mammelle si presenteranno
dure, gonfie, calde e dolenti da cui, oltre al latte, potrà uscire del materiale sieroemorragico o purulento; se non si interviene prontamente si verrà a formare un ascesso a livello ghiandolare con formazione di fistole che dreneranno il pus all'esterno.
Nei casi di sintomatologia sistemica a tutto questo si aggiungerà febbre, inappetenza, abbattimento e una condizione di malessere generale dell'animale.

La diagnosi è di facile esecuzione soprattutto nel caso siano coinvolte più ghiandole o fuoriesca del materiale purulento dai capezzoli; è comunque indicato prelevare del latte per eseguire la ricerca del batterio responsabile (i germi che con più facilità si riscontrano sono l'Escherichia Coli, gli Streptococchi B emolitici e gli Stafilococchi) e allestire un antibiogramma per individuare l'antibiotico più adatto per combattere l'infezione.

Per quanto concerne la terapia questa varia a seconda delle condizioni cliniche del paziente: naturalmente è necessario somministrare un antibiotico ad ampio spettro per combattere l'infezione (l'antibiotico verrà poi cambiato a seconda del risultato dell'antibiogramma), poi può essere necessario somministrare antiinfiammatori per ridurre l'infiammazione e il dolore e dei fluidi endovenosi nel caso ci sia una sintomatologia sistemica.

Tale terapia medica può essere risolutiva, soprattutto se ancora non si è di fronte ad un'infezione purulenta, e portare il tessuto mammario a guarigione; ci sono però dei casi in cui l'infezione è in uno stadio troppo avanzato e la sola terapia medica non è sufficiente.
In queste situazioni quindi l'approccio più razionale e indicato per risolvere la patologia è la rimozione chirurgica delle ghiandole coinvolte (mastectomia parziale) o dell'intera fila mammaria (mastectomia totale).
Nei casi in cui la mastite sia avvenuta dopo il parto e i cuccioli ancora non siano stati svezzati è necessario allattarli artificialmente con i prodotti specifici che si trovano in commercio.

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