Malattie del gatto

Clamidiosi felina

Articolo a cura della Dott.ssa Lia Di Bartolomeo

Questa malattia molto frequente nel gatto sia d’appartamento che randagio è dovuta ad un parassita endocellulare obbligato (che vive solo all’interno della cellula) che infetta anche volatili e uomo. La clamidia infetta le cellule epiteliali della mucosa congiuntivale, della cornea e del tratto genitale, può colpire anche l’apparato digerente nel tratto intestinale, la placenta ed il sistema reticoloendteliale (porzione specifica del sistema immunitario).

La clamidiosi felina si trasmette attraverso le secrezioni oculonasali dei gatti infetti principalmente per contatto diretto. Nelle colonie e negli allevamenti essa può assumere un andamento enzootico e permanere anche mesi od addirittura anni in quanto un gatto guarito può eliminare clamidie fino ad otto mesi post-guarigione. La clamidia inoltre è anche in grado di stabilire un equilibrio con l’ospite rimanendo per così dire “inattiva” fino a problemantiche diverse come fattori stressanti che generano una riattivazione della stessa e quindi la comparsa della malattia.

La patologia interessa soprattutto gatti giovani dalle 5 settimane ad i 9 mesi di età il periodo di incubazione per altro molto breve 5-10 giorni da luogo alla sintomatologia che può permanere in media tre settimane. Tale sintomatologia è riconducibile alla comparsa di una congiuntivite monolaterale con abbondante essudato sieroso che in un secondo momento diviene muco-purulento per complicazione batterica, interessando alla fine tutte e due gli occhi nell’arco di circa una settimana.

La mucosa della congiuntiva viene interessata da una forte iperemia , blefarospasmo (o spasmo della palpebra) e forte chemosi. Si possono osservare inoltre anche segni di rinite con scolo di materiale sieroso dalle narici, sternuti e tosse, a volte è anche presente ipertermia.
Spesso la patologia è recidiva anche più volte nell’arco dell’anno.

La terapia si basa sulla somministrazione di antibiotici specifici in formulazione di colliri o pomate oftalmiche per almento 2 settimane fino a 14 giorni dopo la remissione sintomatologica, oppure si possono associare anche antibiotico terapie per via sistemica soprattutto se viene colpito e quindi se si è in presenza di una sintoatologia di tipo genitale.
Negli ultimi anni al fine di prevenire tale patologia è stato formulato un vaccino che in associazione con le tre comuni malettie feline parvovirosi, calicivirosi, erphes virosi permette di controllare le infezioni e di ridurne la sintomatologia.

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