Malattie del gatto

FIV: Virus dell'Immunodeficienza Felina

Articolo a cura del Dott. Daniele Barberini

Il virus dell'Immunodeficienza Felina appartiene al gruppo dei lentivirus, fam. Retroviridae, gen. Lentivirus, così chiamati anche a causa del lento sviluppo delle malattie che determinano e che portano ad un progressivo deterioramento del sistema immunitario.

Tale virus è stato identificato per la prima volta nel 1986 in un gatto immunodepresso.

FIV è morfologicamente e biochimicamente correlato all' HIV dell'uomo, mentre ne è distinto da un punto di vista antigenico: questo fa si che la FIV sia infettiva solo nei gatti.

La via di trasmissione dell'infezione è principalmente attraverso l'inoculazione per via parenterale di plasma o sangue di un gatto infetto ad  un altro sano; per questo motivo le ferite da morso sono la causa principale di contagio (quasi il 100% dei casi).
Altre vie di contagio possibili sono la via transplacentare, attraverso il latte materno, attraverso l'uso comune di ciotole o lettiere e durante l'accoppiamento (non è ben chiaro però se l'infezione possa essere dovuta ai morsi sul collo che il maschio infligge alla femmina durante l'atto sessuale).

Sono particolarmente a rischio i gatti maschi, giovani (2-5 anni), aggressivi (per la difesa del territorio o per la conquista delle femmine) e che vivono liberi all'aria aperta (hanno maggiore possibilità di incontrare altri gatti infetti).

Da un punto di vista della sintomatologia la FIV molto raramente induce direttamente una malattia; molto più spesso è invece un'infezione opportunista la causa del riscontro dei vari segni clinici presenti.

In ogni caso l'infezione da FIV in natura si manifesta con 3-4 stadi clinici differenti tra loro per la sintomatologia, la durata e la compromissione del sistema immunitario da parte del virus.

Il primo stadio della malattia ha un periodo di incubazione di circa 1 mese ed è caratterizzato da una sintomatologia molto variabile con febbre, diarrea, congiuntivite, letargia e ingrossamento più o meno marcato dei linfonodi; questa fase può durare settimane se non anche dei mesi e spesso non è evidenziata dai proprietari.

Superata questa prima fase clinica dell'infezione i gatti diventano dei portatori asintomatici entrando nella fase di latenza: per un periodo variabile molto lungo (anche più di tre anni) non manifestano alcun sintomo clinico, ma allo stesso tempo hanno una viremia persistente che causa un progressivo declino delle difese immunitarie dell'organismo con successiva incapacità a combattere le infezioni esterne.

La rapidità di evoluzione dello stadio di latenza nello stadio terminale dipende da vari fattori quali l'età, la dose e la via di penetrazione del virus, lo stato di salute del paziente e le sue condizioni immunitarie.

Lo stadio terminale dell'infezione è caratterizzato da un rapido decadimento delle condizioni generali dell'animale a causa delle infezioni croniche od opportunistiche che si possono presentare, e che porta il gatto a morte o ad essere eutanasiato.
Le malattie che più facilmente si riscontrano sono la sindrome stomatite-gengivite-faucite, il dimagrimento progressivo, l'anemia e la leucopenia, l'insufficienza renale, le micosi, le sinusiti, gli ascessi e le infezioni batteriche ai vari organi e apparati.

La sindrome stomatite-gengivite-faucite è spesso uno dei primi segni clinici evidenziabili che fanno sospettare la presenza dell'infezione; è una patologia molto fastidiosa poichè determina forte dolore nella masticazione con conseguente anoressia e dimagrimento del gatto.
Tale problema spesso per essere risolto necessita dell'estrazione completa dei denti e dell'utilizzo di un cibo morbido per permettere all'animale di alimentarsi.

La diagnosi della FIV si effettua con un semplice test sierologico (possibile anche in ambulatorio) basato sul rilevamento degli anticorpi prodotti contro il virus; tali anticorpi sono prodotti 2-4 settimane dopo l'infezione e pertanto è necessario aspettare tale periodo prima di eseguire il test.

Sono possibili dei falsi-positivi vista la notevole sensibilità dei test disponibili in commercio ed è quindi necessario, prima di dare per sicuro che un gatto sia infetto da FIV, eseguire dopo qualche settimana un nuovo test e soprattutto non scindere mai i riscontri clinici da quelli laboratoristici.

Inoltre nei gattini partoriti da femmine FIV positive, bisogna ricordarsi che gli anticorpi materni contro la FIV assunti con il colostro possono perdurare in circolo per mesi ed essere evidenziati dai test diagnostici: bisogna quindi aspettare che l'animale abbia compiuto i 6 mesi d'età per eseguire il test evitando così il rischio di avere dei falsi positivi.

Il trattamento dei gatti infetti deve essere basato innanzitutto sull'utilizzo di farmaci che vadano a bloccare la replicazione del virus (antivirali) e/o vadano ad aiutare il sistema immunitario nelle sue funzioni (immunomodulatori); questo è di fondamentale importanza in quanto tutta la sintomatologia presente in corso di infezione da FIV è dovuta principalmente ad infezioni secondarie per l'annullamento delle difese immunitarie virus-indotte.

I farmaci attualmente disponibili e più utilizzati sono l'AZT (azidovudine) come antivirale poichè riduce il livello plasmatico del virus e rafforza le difese immunitarie e l'Interferone Ricombinante (IFN) come immunomodulatore.

Per quanto riguarda l'Interferone ne esistono in commercio due tipi: uno di origine umana e uno di origine felina; possono essere utilizzati entrambi nel protocollo terapeutico in quanto il primo ha un'azione immunomodulatrice, mentre il secondo antivirale ma i risultati ottenuti non sempre sono ottimali.

In ogni caso un gatto FIV positivo non ha alcuna speranza di guarigione e tutti i trattamenti effettuati (sia antivirali che sintomatologici pe rtrattare le patologie che di volta in volta si manifestano) hanno il solo compito di permettere all'animale di vivere il più a lungo possibile e soprattutto il meglio possibile.

Molto importante da parte dei proprietari è di ridurre al minimo gli stress ambientali e di controllare settimanalmente lo stato di salute del proprio gatto valutando la comparsa dei segni precoci dell'infezione: comparsa di infiammazione delle gengive, ingrossamento dei linfonodi e alterazioni nella minzione e/o defecazione.

Attualmente non è ancora disponibile un vaccino nei confronti della FIV.

Torna all'elenco delle malattie gatti