Malattie del gatto

Rinotracheite virale del gatto

Articolo a cura del Dott. Daniele Barberini

è una malattia infettiva e contagiosa ad eziologia virale sostenuta dal Herpesvirus felino tipo 1 che appartiene alla fam. Herpesviridae, gen. Varicellovirus; tale virus è responsabile di una sintomatologia respiratoria.
Spesso insieme ad altri agenti patogeni quali il Calicivirus felino, la Chlamydophila felis e la Bordetella bronchiseptica è causa di quello che viene definito "complesso delle infezioni respiratorie del gatto".

In natura sono sensibili all'infezione non solo i gatti domestici ma anche alcuni felidi selvatici come il leopardo, la tigre, la lince e il ghepardo.

Il virus viene eliminato dai gatti durante la fase acuta della malattia o dai soggetti portatori tramite le secrezioni oculari, nasali e faringee.
Il principale serbatoio del'infezione herpetica sono proprio i gatti portatori in cui il virus rimane latente nelle cellule infettate senza dar vita ad alcuna sintomatologia ma che in seguito a condizioni stressanti, patologie concomitanti o superinfezioni può riattivarsi determinando la malattia nel gatto e la sua eliminazione nell'ambiente esterno.

Oltre al contatto con materiale infetto l'infezione può essere trasmessa durante la gravidanza con i gattini che presenteranno una sintomatologia di solito dopo le 2 settimane di vita in seguito alla caduta dell'immunità colostrale materna.

Il virus una volta penetrato nell'organismo per via oro-nasale o congiuntivale è in grado di replicare solo in condizioni di temperatura intorno ai 37 °C e quindi i suoi effetti dannosi sono limitati solo alla mucosa congiuntivale, ai turbinati nasali e al rinofaringe, mentre il tratto respiratorio inferiore (bronchi e polmoni) non è coinvolto.

Sintomatologicamente si possono avere diversi quadri clinici anche se di norma l'infezione si manifesta in forma acuta con sintomi respiratori quali starnuti, scolo nasale e oculare sieroso, febbre, anoressia e congiuntivite all'inizio sierosa e poi muco-purulenta; tale forma colpisce soprattutto gatti di età tra le 6 e le 12 settimane.

Se si verifica una complicazione batterica secondaria (specialmente in gatti molto giovani) si potrà avere cheratite, ulcere corneali, simblefaro (aderenza della congiuntiva con se stessa o con la cornea lesionata) e il prolasso permanente della terza palpebra.
Dopo 2-3 settimane la sintomatologia respiratoria tende a cessare e possono presentarsi crostosità cutanee a carico del canto mediale dell'occhio, delle narici e sulle pinne auricolari.
L'azione del virus a carico dei turbinati nasali comunque determina un danno permanente con maggior predisposizione dell'animale a sviluppare riniti, sinusiti, e congiuntiviti batteriche croniche nel futuro.

Nelle infezioni croniche il virus può essere causa di patologie cutanee (dermatite erpetica) o, in gatte gravide, aborto, anche se questa eventualità si verifica raramente.

Nei gatti adulti l'infezione da virus herpetico è spesso causa di una sindrome oculare chiamata "cheratite erpetica" con grave blefarospasmo, iperemia congiuntivale, scolo oculare sieromucoso e ulcere della cornea.

La diagnosi non può essere basata solo sulla sintomatologia clinica presente, vista l'aspecificità dei sintomi, ma è necessario ricorrere a specifici test di laboratorio.

La terapia non prevede l'utilizzo di farmaci sistemici specifici contro l'azione del virus ma l'utilizzo di farmaci antivirali per uso oftalmico, di interferone omega felino somministrato per via s/c (nei gattini che presentano una sintomatologia acuta grave) e di farmaci di supporto in seguito alle lesioni oculari croniche secondarie.

La prevenzione all'infezione è possibile grazie ai vaccini presenti in commercio con la prima vaccinazione tra le 6 e le 12 settimane di età (a seconda dei rischi di contrarre l'infezione) con il primo richiamo dopo 21 giorni e i successivi annuali.
A questo però deve essere associata in particolar modo nei gattili e negli ambienti ad alta densità di animali un'adeguata disinfezione, un basso grado di umidità e una buona ventilazione dei locali ed una corretta quarantena prima di introdurre i nuovi arrivati con gli altri gatti.

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