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Malattia da graffio del gatto

Articolo a cura del Dott. Daniele Barberini

E' una zoonosi emergente ed ubiquitaria segnalata nell'uomo per la prima volta nel 1931; è sostenuta da batteri gram negativi appartenenti alla fam. Bartonellaceae, gen. Bartonella con la specie B. henselae principale responsabile della malattia sia nel gatto che nell'uomo.

Nel gatto l'infezione è trasmessa principalmente in seguito al morso di una pulce infetta con diffusione della malattia da un gatto all'altro, mentre nell'uomo, come dice la parola stessa, è dovuta ad un morso o un graffio di un gatto infetto.

In seguito a tale graffio nell'uomo dopo circa 7-10 giorni si sviluppa una lesione vescicolare e dopo circa 1-2 settimane si manifesta il sintomo principale che è l'aumento di volume dei linfonodi regionali che può persistere per settimane fino ad alcuni mesi.

Di solito l'infezione da Bartonella non da altri sintomi o problemi ma in soggetti debilitati (HIV positivi per esempio) può essere causa di lesioni gravi come encefalite, polmonite, anemia ed epato/splenomegalia.

Nel gatto invece la malattia ha un decorso molto più lieve ed in alcuni casi l'animale è completamente asintomatico o presenta una lieve ipertermia associata a un modesto aumento di volume dei linfonodi.

La diagnosi nell'uomo si effettua attraverso il riscontro dell'aumento di volume dei linfonodi e sulla presenza della vescicola nel punto di ingresso del batterio ma soprattutto attraverso test di laboratorio che accertino essere la B. henselae l'agente responsabile della patologia in corso.

Nel gatto invece visto spesso l'assenza di segni clinici si deve necessariamente ricorrere al laboratorio.

Anche per quanto riguarda la terapia ci sono notevoli differenze tra il gatto e l'uomo: infatti nell'uomo si somministrano degli antibiotici per almeno 6 settimane (in caso di recidiva bisogna prolungare tale terapia fino a 4-6 mesi), mentre nel gatto l'efficacia di tale somministrazione non è accertata e quindi si consiglia di tenere sotto controllo l'animale eseguendo un nuovo test di laboratorio dopo 2-4 settimane dalla prima diagnosi.

Di sicura importanza è la prevenzione di tale malattia che deve essere eseguita combattendo l'insetto responsabile della diffusione tra gatti, la pulce Ctenocephalides phelis.
Tale profilassi prevede quindi l'utilizzo di antiparassitari per uso esterno che eliminando le pulci dai gatti riducono anche il rischio di contrarre la malattia per l'uomo.

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