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Coniglio: la coccidiosi

Articolo a cura della Dott.ssa Lia Di Bartolomeo

Patologia di frequente riscontro nella pratica veterinaria è la coccidiosi cunicola.
È dovuta a parassiti intracellulari dell’epitelio intestinale appartenenti alla famiglia Eimeria, classe Coccida.

Importante è il ciclo vitale dei parassiti, che avviene in tre fasi :

  1. Sporulazione: fase esterna all’ospite, che si compie a terra, nelle feci secrete dall’animale infettato.
    Una serie di modificazioni interne ed esterne alla cisti generano dopo un periodo che varia da 2 a 4 giorni una “Oocisti”, cioè una capsula contenete: quattro sporocisti con due sporozoiti maturi ciascuna, un corpo residuale, il tutto avvolto da due membrane fuse all’apice da un tappo detto “Polar Cap”.
  2. Infezione e schizogonia: dopo averla assunta per via orale l’oocisti libera, attraverso meccanismi (meccanici o dovuti alla tensione di anidride carbonica), gli sporozoiti; questi penetrano nelle cellule epiteliali dell’intestino divenendo “trofozoiti”.
    A seguito di divisioni cellulari interne i trofozoiti divengono “schizonti” costituiti da un’insieme di organismi nucleati propri detti “merozoiti”.
  3. Gametogonia e formazione dell'oocisti: dai merozoiti si originano i gametociti maschili e femminili, essi danno origine ai microgameti e macrogameti che fondendosi danno origine all’oociste che verrà in seguito espulsa con le feci.

La coccidiosi nel coniglio è data da tre specie patogene che sono: E. Stiedae, E. Flavescens, E. Intestinalis.
La patologia si manifesta dopo lo svezzamento con deperimento, emissione di feci diarroiche, ascite, poliuria, colangiti ed emaciazione.
La diminuzione dell’appetito è un sintomo sempre riscontrabile nel coniglio.

Le feci sono maleodoranti e la diarrea non cessa con la normale somministrazione di antibiotici. In effetti occorrerebbe eseguire un esame delle feci subito dopo aver adottato un coniglio, la diagnosi precoce di questa parassitosi infatti può salvare la vita all’animale, tramite la somministrazione di una particolare associazione di molecole detta sulfamidici.

La coccidiosi è una patologia ubiquitaria, molti animali domestici e di allevamento oltre all’uomo possono contrarla e quindi se non trattati in maniera adeguata anche trasmetterla.

La rimozione delle deiezioni costante (almeno una volta al giorno), le normali prassi igieniche nella somministrazione del cibo (lavare insalata, ortaggi etc), il controllo veterinario delle feci al microscopio, riducono al minimo la possibilità che il coniglio possa infettarsi.

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