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Lesione tendinea in un cavallo

Buongiorno, ho un cavallo che anni fa si ruppe un tendine, poi risaldatosi. Fino a qualche mese fa ciò non aveva costituito un problema, pur lavorando 3-4 ore al giorno come "cavallo da scuola" . Poi un giorno la zampa si è gonfiata. Il cavallo è stato tenuto a riposo per 6 mesi e quando pareva essere guarito è stato montato per pochi minuti nel tondino. Il giorno dopo la zampa era di nuovo gonfia e dolorante. E' possibile imputare ciò al tendine rotto anni fa, sebbene fino a 6 mesi fa non abbia dato nessun tipo di problema? Pensa sia possibile, solo con il riposo, rimettere usare il cavallo almeno per brevi passaggiate? grazie Pino

Carissimo Pino,
le patologie del tendine del cavallo rappresentano purtroppo un frequente problema che i proprietari si ritrovano a dover affrontare. Il tendine è una struttura anatomica di trasmissione dell’energia muscolare costituito da cellule e da una matrice connettivale organizzata in fibre tra loro collegate e disposte parallelamente all’asse lungo del tendine.
Le rotture del tendine sono tutte di tipo traumatico e si differenziano per le caratteristiche del trauma: trauma che determina una ferita lacera (es. un calcio, un fendente, un’incordatura) o trauma che non determina una ferita lacera ( es. eccesso di carico per superlavoro, scarso allenamento).
Le rotture con ferita lacera prevedono una prima terapia chirurgica con curettage della ferita, sutura della lesione, terapia antibiotica ed antinfiammatoria e poi riabilitazione.
Nel caso descritto credo ci si riferisca al secondo tipo di rotture, quelle da trauma interno; il trattamento di queste lesioni è veramente difficile richiedendo stretta collaborazione tra il veterinario ed il proprietario e richiedendo a quest’ultimo infinita pazienza e grandi rinunce. I risultati potrebbero iniziare ad arrivare anche ad un anno dalla lesione e comunque va sottolineato che il tessuto di riparazione che si formerà nella parte lesa non avrà le stesse caratteristiche di resistenza di quello originale.
Nella fase iniziale subito dopo il trauma bisogna ridurre il dolore, l’infiammazione, le emorragie intratendinee, l’edema, l’attività enzimatica nei tessuti locali e lo spasmo muscolare.
Importante la valutazione ecografia della lesione sia subito dopo il trauma che nelle fasi successive per valutare lo stato di guarigione.
Nelle prime 48 ore bisogna tenere il cavallo in box, applicare impacchi freddi per ridurre l’edema e la flogosi per 20 minuti più volte al giorno, usare sia ghiaccio che acqua corrente che ha anche un’azione dinamica, somministrate antinfiammatori non steroidei (ottimo il fenilbutazone e il finadyne); non usare corticosteroidi dopo le 48 ore.
E’ utile la somministrazione di DMSO localmente.
Dopo i primi due tre giorni, interrotta la fase infiammatoria e l’edema, bisogna favorire la vascolarizzazione della parte per un ottima riparazione della lesione eseguendo impacchi caldi o alternati caldo/freddi da somministrare per 5/6 giorni; continuare con gli antinfiammatori anche in questa fase , se necessario, fino quando permane dolore e flogosi acuta. Applicare bendaggi compressivi per ridurre i versamenti.
Quando si è sicuri di aver controllato sia l’infiammazione che il versamento posso iniziare a riprendere la motilità con un lavoro quotidiano di passo alla mano per dieci minuti per un mese: importantissimo che avvenga alla mano e mai libero! Dopo i primi quindici giorni, dopo valutazione ecografia si possono fare due sessioni quotidiane di dieci minuti sempre al passo.
Dopo il primo mese si può aumentare la durata delle uscite al passo fino quindici minuti.
Importante è il costante controllo ecografico per valutare la lesione e la valutazione della ferratura che sgravi il più possibile il tendine da tensioni.
A queste terapie si possono aggiungere le onde d’urto, gli ultrasuoni, la magneto terapia oltre ad applicazioni locali da eseguire in sede chirurgica in clinica quali l’impianto di cellule staminali od altri stimolatori; queste ultime terapie sono molto costose.
Non è possibile fare una previsione sulle possibilità di recupero e sui tempi essendo molto soggettivi.
Nel vostro caso valuterei bene il grado di sofferenza del cavallo ed il costo dell’attesa di un probabile recupero oppure il regalo di un po’ di anni a prato per chiudere una lunga carriera di insegnamento.

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