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Sindrome colica nel cavallo

Articolo a cura del Dott. Ubaldo Finzi

La patologia gastroenterica del cavallo è, tra i capitoli delle malattie, forse quello più importante per il veterinario ippiatra così come il più temuto per il proprietario di cavalli.

La sindrome colica, nome più corretto per questa patologia con un quadro patogenetico così complesso, comprende un insieme di patologie che hanno in comune il coinvolgimento degli organi della cavità addominale e che si manifestano con dolore.
Gli organi dalla cui malattia prende origine la sindrome sono lo stomaco ed i vari tratti dell’intestino, che nel cavallo risulta essere molto sviluppato raggiungendo la lunghezza di 35 metri; la frequenza elevata di questa patologia nel cavallo è dovuta sia alla lunghezza dell’intestino che alla sua mobilità: ciò dipende dalla notevole lunghezza del meso, quel "foglietto" cui è vincolato ogni tratto di intestino.

La complessità della sindrome colica del cavallo è tale che ne rende difficile una classificazione poiché più episodi concorrono alla sua manifestazione, ma tutte possono essere così inquadrate:

  • coliche di tipo meccanico: per torsione, flessione, volvolo, invaginamento, ernia di tratti dell’apparato gastroenterico, costipazione e meteorismo. Sono queste forme legate alla modificazione della posizione di un tratto di intestino cui consegue, o per inginocchiamento o per torsione, l’interruzione dell’avanzamento del contenuto oltre ad un blocco sia dell’afflusso che del deflusso di sangue poiché al piegamento dell’organo segue l’occlusione dei suoi vasi
  • coliche di tipo funzionale: in cui si modifica la motilità dell’intestino con un aumento della frequenza delle contrazioni fino alla persistenza dello stato contratto nel crampo tonico
  • coliche di tipo organico: da cause alimentari, per eccesso nell’assunzione di alimenti soprattutto di tipo concentrato(cereali, pellet, mangimi), da malattie infettive, da malattie parassitarie

Qualsiasi sia la causa, il primo sintomo della malattia è lo stato di dolore che manifesta l’animale in modi più o meno eclatanti raspando il terreno, buttandosi per terra, sudando, guardandosi il fianco, tutto questo in modo più o meno intenso secondo il grado di dolore che non è indicativo della gravità della situazione soprattutto per manifestazioni poco eclatanti che possono poi svelarsi prodrome a quadri di malattia gravissima.
In conseguenza di questo possiamo dire che tutte le coliche devono essere trattate come situazioni d’urgenza, ed anche qui mi ripeto, tutte, sia per la tempestività con cui affrontarle che per i mezzi da mettere in azione.

La valutazione del cavallo in colica prevede una visita clinica con particolare attenzione al colore delle mucose, fisiologicamente rosee, alla frequenza cardiaca, alla frequenza respiratoria, al grado di disidratazione valutabile tramite esame del turgore della cute ed alla motilità gastrointestinale. Ogni singolo parametro viene rivalutato a brevi intervalli di tempo.
Viene valutata l’eventuale replezione dello stomaco con un sondaggio rinogastrico usando una sonda in gomma di adeguati lunghezza e diametro secondo la mole del cavallo; la sonda viene introdotta attraverso la narice fino raggiungere lo stomaco in modo da svuotarlo e poterlo lavare.

Questa manovra è un fondamentale passaggio e non ha opzioni, deve essere sempre eseguita di fronte ad ogni caso di colica poichè l’anatomia e la fisiologia del cavallo non gli consentono di liberare lo stomaco, come possono fare altri animali, vomitando. L’eccesso di liquidi nello stomaco provenienti da sua escrezione e che non procedono a causa della paralisi dell’intestino in corso di colica, può dilatare l’organo al punto di causarne la rottura se non decompresso tramite sonda.

Infine si procede all’esplorazione transrettale dell’intestino per valutare la posizione e lo stato delle sue parti più caudali, per valutare lo stato di replezione, meteorismo e per verificare lo spostamento caudale di anse del digiuno spesso sintomo di una situazione grave. L’ecografia consente di valutare lo stato di motilità delle anse di intestino più vicine alla parete addominale.

L’accuratezza della valutazione di questi parametri e il controllo dell’animale per un minimo periodo di tempo sono i dati fondamentali per prendere la decisione più importante a fronte della visita di un cavallo in colica : è una colica risolvibile farmacologicamente o chirurgicamente?
Se le condizioni del cavallo dopo terapia medica si mantengono costanti, il grado di dolore è elevato, la frequenza cardiaca rimane alta e l’animale si mostra refrattario ai farmaci impiegati od addirittura peggiora, viene affrontata la chirurgia per una laparotomia esplorativa.

Poichè la colica è una condizione di urgenza che richiede spesso della terapia intensiva bisogna subito garantirsi una via d’accesso venosa posizionando un catetere endovenoso, importante per la somministrazione tempestiva di fluidi e farmaci.
La fluidoterapia viene iniziata subito con soluzione fisiologica. Il dolore viene controllato con l’uso di FANS, più indicato il flunixin meglumine poiché più efficace nel controllo del dolore viscerale nel cavallo; in caso di stati ipermotili o crampiformi è indicato anche l’uso di antispastici.

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