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Sindrome della cauda equina

Gentile dottore, le scrivo perchè vorrei avere alcune informazioni riguardo la sindrome della cauda equina. Le spiego meglio: sono il padrone di una canina meticcia di 2 anni e 5 mesi, del peso di circa 10 kg. Io non so se la canina è stata colpita o maltrattata, stà di fatto che manifesta una saltuaria incontinenza fecale associata ad alcune lievi difficoltà deambulatorie agli arti posteriori. Tanto per fare un esempio, quando cammina struscia le unghie delle zampe posteriori a terra e alcune volte, mentre gioca, accade che rimane come bloccata sulle zampe posteriori, come se facesse fatica a rialzarsi.
Abbiamo portato l’animale presso la clinica universitaria veterinaria di Pisa dove, dopo l’ennesima radiografia e i ripetuti esami del sangue, hanno evidenziato solo un livello di calcio un po’ basso. Abbiamo fatto, su indicazione del nostro veterinario, un breve ciclo (circa 5 giorni) di rymadil senza però ottener alcun risultato. E’ possibile che tale sindrome sia insorta in seguito ad eventuali percosse subite dal cane?
Può aiutarci in qualche modo? Fin da ora la ringrazio infinitamente per la sua disponibiltà. Distinti saluti Claudio

Caro Claudio,
La sindrome della cauda equina si manifesta solitamente in cani adulti, di peso non inferiore ai 20-25 chilogrammi, il suo nome è dovuto alla conformazione dei fasci nervosi situati nel canale vertebrale in corrispondenza delle ultime vertebre lombari (L6,L7), e delle sacrali; fra questi nervi ricordiamo il nervo sciatico, il pudendo e il pelvico. Per quanto riguarda la patogenesi, ricordiamo l'ipertrofia del legamento flavo o del legamento longitudinale dorsale,la sublussazione dell'articolazione fra L7 e S1, e la protrusione discale; quest'ultima risulta statisticamente la più rilevante.

Mentre il sospetto diagnostico lo si ha grazie all'anamnesi e alla visita clinica effettuata da un neurologo, la diagnosi si ottiene tramite l'esecuzione di una risonanza magnetica, oppure una mielo TC, o anche di radiogrammi dapprima in bianco e poi con mezzo di contrasto (mielografia); questi mezzi permettono di localizzare con precisione la lesione. Una localizzazione accurata permette di stabilire se è necessario o meno un intervento chirurgico e qualora lo fosse, di renderlo meno invasivo e consente una ripresa in tempi ottimali coadiuvata da fisioterapia per aumentare prontamente il tono muscolare.

Per quanto riguarda la sua cagnolina, benchè si discosti dalle caratteristiche di età e peso in cui è più facile riscontrare questa patologia, il sospetto di una lesione neurologica a carico del midollo spinale nel tratto L7-S3 è corretto, la sintomatologia riferita è infatti imputabile a una lesione a livello sacrale S1-S3 in corrispondenza dell'insorgenza del nervo pudendo, responsabile dell'innervazione dello sfintere anale esterno.

Il mio consiglio è quello di far visitare la cognolina da un collega che si occupi di neurologia e di eseguire ulteriori accertamenti, atti a eliminare altre possibili diagnosi differenziali fra le quali malattie infettive, infiammatorie, neoplastiche.

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