Le razze canine

Alaskan Malamute

Articolo inviato da Giuseppe Biagiotti.
Allevamento "Centro Selezione Del Biagio" - Fano (PU).

Opera d’arte

Alaskan MalamuteCome per un’opera d’arte non è indispensabile capire l’Alaskan Malamute, ma avere la capacità di emozionarsi per la sua espressione, il suo portamento, il suo modo di essere. Uno spirito libero, con un grande cuore, forte, fiero e resistente questo è l’Alaskan Malamute.

Origini

L’Alaskan Malamute, così come lo conosciamo oggi, è un cane da slitta selezionato e allevato nella regione del Kotzebue River, sulla costa nord-ovest dell’Alaska, da una tribù Inuit nota come Malemutes o Mahlemuts.
I Mahlemuts erano nomadi, dediti alla caccia e alla pesca. In un territorio gelido e ostile le migrazioni stagionali della tribù erano possibili grazie ai loro cani, gli antenati degli odierni Alaskan Malamute.
Frugali e possenti con mantelli particolarmente folti, si adattavano alle rigide temperature polari, erano oltremodo resistenti capaci di trainare, tra i ghiacci, pesanti slitte per lunghe distanze. I cani erano indispensabili per lo stile di vita dei Mahlemuts, che instaurarono con loro un rapporto basato sul rispetto e l’indipendenza reciproca.

Alaskan MalamuteAlla fine dell’ottocento in Alaska scoppiò la febbre dell’oro gente senza scrupoli, allo scopo di ottenere cani sempre più grandi e più resistenti, accoppio gli Alaskan Malamute con San Bernardo, Terranova e altri cani. Fortunatamente il suo patrimonio genetico, consolidato nei secoli, era talmente dominante che già alla terza generazione successiva all’incrocio emergeva praticamente intatto.
L’Alaskan Malamute rimase sempre e solo se stesso.
Ai primi del novecento, partecipò con successo a diverse spedizioni di famosi esploratori, quali Robert Elwin Pearcy e Frederik Cook, per la conquista del Polo Nord.
Fu utilizzato anche da Roald Amindsen per la sua spedizione al Polo Sud.

Due sono le linee di sangue che hanno influenzato la moderna selezione dell’Alaskan Malamute, la Kotzebue, e la M’Loot. C’è stata una terza linea di sangue la Hinmann-Irwin dal nome dei proprietari dei cani, che però è stata meno importante rispetto alle prime due.
Nel corso del tempo, sempre più allevatori hanno selezionato incrociando le linee di sangue. Al giorno d’oggi sono quasi fuse tra loro e spesso le tipicità, Kotzebue o M’Loot, la fanno le caratteristiche morfologiche del soggetto piuttosto che il suo pedigree.
I soggetti della linea Kotzebue si distinguono per il colore, solo grigio-lupo, la taglia più contenuta, la struttura mesoforme, con tronco a botte, torace cerchiato, disceso e profondo. La testa più larga con orecchie piccole, lo stop più marcato, il muso voluminoso e più corto. Il movimento più sciolto e ritmato con una forte spinta del posteriore; il carattere più socievole.
Gli M’Loot hanno colori diversi, una taglia superiore, sono più alti sugli arti, con il torace più stretto. La testa più stretta, le orecchie più lunghe, il muso più sottile e lungo. Il movimento più duro e controllato; il carattere meno socievole.

Nel 1935 c’è stato il riconoscimento ufficiale della razza, il primo standard fu redatto sul mitico Ch Gripp of Yukon, un soggetto puro Kotzebue, di proprietà dell’allevatrice Eva Seeley.
Volendo citare altri top ten, di sempre, vere e proprie leggende, riproduttori straordinari che hanno contribuito in modo determinante al miglioramento della razza ricordiamo:

  • Ch Toro of Bras Coupe, di proprietà di Earl e Natalie Norris, allevamento Kuvak.
  • Ch Apache Chief of Husky Pak, detto Geronimo, e sua sorella Ch Arctic Storm of Husky Pak, detta Tacoma, di proprietà del mitico Robert Zoller e sua moglie Laura, allevamento Husky Pak.
  • Ch Tigara’s Torch of Arctica, e suo figlio Ch Voyageur’s Cougar, di proprietà di Dee e Dorothy Dillingham, allevamento Tigara.
  • Ch Uyak Buffalo Bill, di proprietà di Candee Hager, allevamento Karohonta.
  • Ch Inuit’s Wooly Bully, e suo figlio Ch Inuit’s Sweet Lucifer, di proprietà di Sheila Balch, allevamento Inuit.
  • Ch Glacier’s Storm Kloud, di proprietà di Loie e James Olmen, allevamento Glacier, venduto poi a Nancy Russel che attribuì il nome al suo allevamento Storm Kloud.
  • Ch Royal Star Del Biagio, di proprietà di Giuseppe Biagiotti, allevamento Del Biagio. Primo e unico soggetto europeo allevato in Italia, con genitori Italiani, a trionfare al “National” il raduno annuale Americano, tra 379 Alaskan Malamute iscritti, dove ha vinto un award of merit.

Caratteristiche

Alaskan MalamuteCondizioni di vita così estreme hanno sottoposto l’Alaskan Malamute a una dura selezione naturale, alla quale sono sopravvissuti solo i soggetti più forti e temprati. Il duro lavoro trainando la slitta, spesso in condizioni a dir poco proibitive per altre razze, lo ha forgiato fisicamente e caratterialmente.
Tutto ciò ci ha consentito di ereditare una razza con un patrimonio genetico solido e intatto, con soggetti resistenti, equilibrati psichicamente e dotati morfologicamente.
L’Alaskan Malamute è un cane gerarchico, abituato a lavorare in muta con ruoli ben definiti, accetta la convivenza con altri cani dopo aver stabilito la gerarchia cosa che, con soggetti dominanti, può avvenire anche in modo cruento.

Tra le peculiarità più sorprendenti c'è la straordinaria resistenza al traino, rispetto ad altre razze. L’intelligenza e l’istinto fuori dal comune che, associati all’eccezionale senso dell’orientamento insito nel suo DNA, gli consentono di decidere per il meglio in qualunque situazione. In America, inoltre, è utilizzato con enorme successo come cane guida per i non vedenti, che la dice lunga sulle sue qualità.
Ciò che invece affascina di più dell’Alaskan Malamute, è senza dubbio il suo movimento con portamento fiero.
La grande potenza che esprime, con la spinta del posteriore e l’allungo dell’anteriore, associata all’andatura ritmica e sciolta, gli consente di economizzare energie e nel contempo coprire molto terreno.
L’essenza della razza si può racchiudere nel preciso istante in cui l’Alaskan Malamute inizia la sospensione per passare al trotto. Ammirare l’Alaskan Malamute al trotto, quando esegue il single track, è sempre un’esperienza molto affascinante che riconcilia col mondo intero.

Carattere

Come cane nordico, l’Alaskan Malamute, è all’ultimo grado di evoluzione psicosomatica del lupo. In lui spicca una marcata indipendenza, massimo grado di socializzazione, e alto grado di curiosità. Alaskan MalamuteAssolutamente inadatto alla guardia, poiché non teme l’uomo e accoglie amichevolmente qualsiasi estraneo. Pur non nutrendo affetto esclusivo riconosce il suo capobranco, in genere il proprietario, per il quale ha una certa propensione.
L’Alaskan Malamute è un cane molto leale, pronto al gioco se invitato. Un compagno ideale per escursioni tra la natura siano esse podistiche, ciclistiche o in slitta. Con la maturità i maschi tendono a diventare più dignitosi, mentre le femmine restano più espansive.
La convivenza, con un cane in genere e un Alaskan Malamute in particolare, è un confronto tra intelligenze il cui risultato è meno scontato di quello che si può pensare.

L’Alaskan Malamute non è un cane territoriale come i molossoidi, e tantomeno un gregario come i cani da pastore, ma un cane gerarchico con un ruolo nel branco, stabile e ben definito. Diventa fondamentale, pertanto, farsi riconoscere e accettare come suo capobranco. Difficilmente farà cose perché costretto, vorrà essere convinto, e per convincerlo non serve farsi temere, ma è necessario conquistarsi il suo rispetto e la sua fiducia.

Commento allo Standard

Alaskan MalamuteL’Alaskan Malamute è un cane possente di eccellenti proporzioni e ossatura, fermo in stazione sta dritto sulle zampe con una postura che gli conferisce un aspetto molto attivo e un portamento fiero. Importante è il dimorfismo sessuale che deve essere evidente.
L’Alaskan Malamute è un trottatore mesoforme con torace sviluppato, ben disceso e molto profondo. La sua struttura è iscritta nel rettangolo, non troppo allungato, cioè l’altezza al garrese deve essere inferiore alla lunghezza del tronco, con angolature anteriori e posteriori moderate.
Anche se c’è una naturale estensione della taglia, quella ideale è cm 63,5 x kg 38 nei maschi e cm 58,4 x 34 kg nelle femmine.
La testa dell’Alaskan Malamute deve indicare un alto grado d’intelligenza, il rapporto corretto cranio facciale è leggermente brachicefalo. Deve essere larga e potente, con muso grosso e voluminoso, e lo stop evidente. Una testa leggera, cesellata, il muso lungo e sottile con lo stop sfuggente, da farlo sembrare un lupo addomesticato, è sostanzialmente scorretta. Gli occhi sono di colore marrone preferibilmente scuri, a forma di mandorla sono posti obliquamente rispetto al cranio.
I colori ammessi sono vari, ma il grigio-lupo e il bianco-nero sono quelli predominanti. Il mantello è composto da un pelo di guardia folto e robusto, e un sottopelo denso lungo da cm 2,5 a cm 5. Le zampe devono essere di ossatura robusta, con piedi grandi e compatti, dita ben strette e arcuate, con cuscinetti plantari spessi e duri, ben forniti di pelo. La coda, oltre ad essere uno dei mezzi di comunicazione del cane, espleta la funzione di timone e per un cane che traina la slitta è una funzionalità fondamentale. Inserita in linea con la spina dorsale, ben fornita di pelo, non deve essere corta e non deve poggiare immobile sul dorso del cane, ma ondeggiare come una piuma per svolgere al meglio la funzione di timone.

Curiosità

Più che in altre razze è necessario essere coerenti e pazienti, educandolo con dolcezza e fermezza. Evitare comportamenti, anche inconsapevoli, che possono mettere in discussione il suo ruolo, seguendo alcune semplici regole:

  • Non deve mangiare mai per primo.
  • Non deve decidere lui quando smettere di giocare.
  • Non deve salire su poltrone e divani, se si ha voglia di coccole fatele sul pavimento o sul tappeto.
  • Non deve dormire in alto sul letto.
  • Non deve attraversare l’uscio di casa per primo, quando si esce o rientra dalla passeggiata.
  • Non deve tirare al guinzaglio, non è lui che deve decidere dove andare.

Questi comportamenti in natura sono un privilegio del soggetto alfa, che nella vita domestica sono una prerogativa umana. Se l’Alaskan Malamute si convince che è lui il soggetto alfa del branco, la convivenza si potrebbe complicare.
Essendo un cane frugale, ha poche necessità, un paio di spazzolate contropelo a settimana (quando è in muta anche tutti i giorni), una pulizia settimanale dei padiglioni auricolari esterni. Una dieta equilibrata con una razione quotidiana di mangime di ottima qualità, alla quale aggiungere uno o due cucchiai d’olio, per la cura del pelo. Un bagno mensile, se non si è adeguatamente attrezzati con vasca, detergente specifico e soffiatore, rivolgersi a una tolettatura, il sottopelo dell’Alaskan Malamute è difficile da bagnare, ma ancor più da asciugare compiutamente. Un controllo veterinario semestrale per feci e urina, il richiamo semestrale delle vaccinazioni.
L’Alaskan Malamute non smette mai di stupire, e molte sono le curiosità che si scoprono allevandolo. Senza dubbio non è un cane che lascia indifferenti, e se lo sia ama ci si può ammalare, una malattia dalla quale però non si vuole guarire, e tantomeno essere curati.



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