Le razze canine

Bovaro del Bernese

Articolo inviato da Elena Sparaventi.
Allevamento di "Fanum Fortunae" - San Giorgio di Pesaro (PU)
http://www.bernese-fanumfortunae.com

Bovaro del BerneseLa vera e grande fortuna per il Bovaro del Bernese fu l’incontro con il professor Albert Heim (1847 – 1937). Fino ad allora questo molossoide svizzero di origini antiche (come testimoniano alcuni resti di crani risalenti all’età del bronzo), non era riconosciuto come una vera e propria razza.
Era un cane da lavoro impiegato nella guardia alle fattorie, nella conduzione del bestiame e nel traino dei carretti.
I vari soggetti non avevano mantello uniforme: c’erano i tricolori (quelli preferiti rispetto agli altri), e c’erano quelli marrone-arancione. Alcuni avevano il collare bianco, altri il muso scuro con la lista presente ma sottile o addirittura assente, altri ancora avevano il muso con parecchio bianco, con la lista larga.

Nel 1902 nel corso della prima Esposizione Canina Svizzera furono presentati tra le “razze non classificate” 4 Durrbachler, ossia 4 Bovari del Bernese.
Questi cani, dall’aspetto familiare per gli abitanti della zona, attirarono l’attenzione di alcuni estimatori cosicché all’Esposizione Internazionale del 1904 a Berna, il Durrbacher Sennenhunde finalmente fu iscritto al Libro delle Origini Svizzero.
Il Bovaro del Bernese era diventato una razza a tutti gli effetti!
Nel 1907 all'Esposizione di Lucerna, i Bernesi furono giudicati dal professor Heim che si impegnò concretamente per migliorare e diffondere questa razza.

Egli, già allevatore di Terranova, appassionato di razze autoctone e in particolare di quelle che si erano rese utili all’uomo, consigliò gli allevatori sulla strada da seguire per rendere il Bovaro Bernese meno grezzo ed elevarlo al rango di “razza”. Suggerì, ad esempio, di eliminare il naso fissurato (per qualcuno considerato una caratteristica della razza), di lavorare per rendere il mantello più liscio , il pelo più lungo e meno ispido, gli occhi più scuri, i colori maggiormente simmetrici, la testa più espressiva, ecc…
Consigliò in particolar modo di prestare maggiore attenzione al carattere al fine di rendere il Bovaro del Bernese più socievole verso le persone e verso gli altri animali.

Bovaro del BerneseAlla fine della seconda guerra gli allevatori, che si erano dedicati con enorme passione a questa razza svizzera, stavano ancora discutendo sul da farsi per migliorare ulteriormente elementi importanti come il movimento, il mantello, la dentatura e la timidezza. Alcuni ipotizzavano anche un rinsanguamento. Non si era ancora giunti ad una conclusione concreta quando un Terranova coprì inaspettatamente la Bernese Christine V. Lux.
Tutti i cuccioli che nacquero erano interamente neri con qualche pelo bianco sui piedi e sul muso. Tra loro Babette fu accoppiata con il Bernese Aldo V. Tierffurt. Stavolta su 8 cuccioli ben 4 avevano colori bernesi e tra i tricolori fu scelta Christine Von Schwarzasserbachli per essere accoppata con il Bernese Aldo Von Allenluften.
Uno dei loro figli Axel Von Angstorf generò ben 52 cucciolate!

Il Bovaro del Bernese riuscì a migliorare il suo aspetto e il suo carattere diventando sempre più simile al cane dei nostri giorni.
Il professor Albert Heim nel 1914 descrisse il bernese così:

“Il buon Bovaro del Bernese, grazie al suo equilibrio in ogni senso e ai suoi meravigliosi colori, mi sembra essere il più bel cane che ci sia. Molte altre razze sono interessanti, belle e magnifiche per le loro particolarità, il Bovaro del Bernese mi sembra bello per la sua normalità. Nulla è esagerato in una sola direzione, tutto è armonioso; nulla è strano, tutto è al suo giusto posto.”

Nel Bovaro del Bernese non ci sono eccessi, ecco probabilmente spiegato il perché spesso capita che la gente se ne innamori: è un cane che ancora “sa di Cane”.

Ma come deve realmente essere il “buon Bovaro del Bernese”?

Bovaro del BerneseInnanzitutto deve essere un cane massiccio (non un Setter!), robusto e potente, ma deve anche conservare una certa agilità. Dovrebbe essere un cane raccolto, più alto che lungo (rapporto corretto 9:10), generalmente si osserva che le femmine sono un po’ più lunghe rispetto ai maschi.
E’ importante che il torace sia largo, ben disceso fino ai gomiti. Rispetto all’altezza (misurata al garrese), dovrebbe essere esattamente la metà.
Se il nostro cane avrà una costruzione corretta, anche il suo movimento sarà tipico con passi lunghi, ben distesi e con una buona spinta del posteriore. Il Bernese al trotto deve coprire tanto terreno e i suoi arti, osservati dal fronte, devono essere portati in avanti paralleli.

La testa dovrebbe essere proporzionata al corpo, con cranio non eccessivamente bombato e con solco frontale poco accentuato, stop non eccessivo, muso diritto, robusto e di media lunghezza.
Le labbra dovrebbero essere aderenti (quindi sono da evitare assolutamente i soggetti con canne nasali troppo corte). Gli occhi devono essere scuri, a mandorla, e le orecchie di media grandezza, triangolari, attaccate alte.

I colori, che rendono l’aspetto di questo cane inconfondibile, devono rispettare schemi precisi: il bianco deve essere presente sul muso, sul petto, sui piedi ed è apprezzato anche sulla punta della coda. L’eccesso di bianco (es. lista in testa che tocca il sopracciglio o un proseguimento del bianco oltre l’angolo della bocca, ecc..) è da penalizzare. Allo stesso modo l’eccesso di nero (lista in testa assente o nero che taglia la pettorina bianca, ecc..) non è desiderato.

Albert Heim in una relazione sul Bovaro del Bernese scrisse:

“Il difetto più diffuso tra i Bovari di Durrbach si trova oggi nel posteriore. Più della metà hanno il ginocchio e il garretto scarsamente angolati e hanno pertanto la regione lombare un po’ più alta rispetto alle spalle. Per molti il ginocchio e il garretto dovrebbero essere maggiormente angolati. Affinché il dorso risulti più basso”

Ancora oggi si trovano cani con questi stessi difetti. Frequentemente capita che le costruzioni e il movimento migliori si trovino in soggetti di taglia inferiore rispetto al massimo dell’altezza consentita dallo standard.

Bovaro del BerneseNonostante le caratteristiche esteriori del Bovaro Bernese, credo che molti lo scelgano come compagno soprattutto per le doti caratteriali: è un cane alla ricerca costante del contatto; ama essere coccolato e vuole sentire la presenza della sua “famiglia”, sempre!
Uso il termine “famiglia” non a caso, infatti il Bovaro del Bernese si affeziona a tutti i suoi componenti, con una predilezione nei confronti dei bambini, che sono per lui, l’antica mandria che oggi non ha più e che quindi si sentirà in dovere di sorvegliare scrupolosamente.
La punizione peggiore per un Bovaro del Bernese è quella di essere ignorato: toglietegli la vostra attenzione e lui capirà di averla combinata davvero grossa!.

Nonostante la sua mole (i maschi possono arrivare a 70 cm al garrese), il Bernese sa essere estremamente delicato. Attenzione però a non istigarlo con giochi di forza perché vi assicuro di forza ne ha tanta…davvero tanta! Un Bovaro del Bernese è in grado di trainare senza sforzo un carico pari a tre volte il suo peso (se pensiamo ad un cane di 50kg i conti son presto fatti!).

La sua particolare e naturale propensione al contatto rende questa razza eccezionalmente adatta alla Pet Therapy, e la struttura fisica facilita il Bernese nel compiere attività di assistenza per le persone portatrici di handicap (riescono a portare oggetti, anche pesanti, ad aprire porte, ecc..) Infine l’innato attaccamento all’uomo, lo fa eccellere nelle attività di salvataggio.
Il Bernese, per sua natura, non è un cane da difesa, per quanto concerne la guardia, riconosce benissimo il suo territorio, ma non è un “abbaione”, si limita ad avvisare il padrone quando lo ritiene opportuno.

Se cercate un cane indipendente, il Bernese non è assolutamente la razza adatta a voi. Se al contrario cercate un cane coccolone, un po’ ingombrante, pronto a farvi le feste in qualunque momento e a riversarvi addosso tutto il suo amore..bè…allora la vostra ricerca è finita: lui è quello giusto!.



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