Le razze canine

Akita Inu

Articolo inviato da Elisabetta D'Apoli.
Allevamento "l'Ombra della Luna".

Carattere

un cane fiero, bello, dolce e impavido

un cane particolare, un cane da scegliere con riflessione, perchè docile se ben educato, ma con un carattere forte e determinato, potrebbe prendere il sopravvento se viziato e cresciuto male.

In Giappone simbolo di forza, lealtà e coraggio viene spesso definito "prodezza della natura". La grande dignità che esprime la trasmette con la sicurezza dei suoi movimenti e con il suo magnifico sguardo tipicamente orientale. La sua dolcezza la trasmette invece nel modo di fare le feste, allegro, a volte smorfioso, comunicativo. Tutti coloro che non lo conoscono e lo vedono per la prima volta dicono "sembra un orso" in realtà a volte somiglia a più animali insieme.

Da cuccioli sono incantevoli. Il loro carattere è particolare e per quanto non sia un cane in perenne adorazione del padrone ha bisogno comunque di un rapporto stabile, di qualcuno che sappia seguirlo con dolcezza e ostinazione, perché si formi al meglio. Necessario da subito stabilire che lui può essere dominante quanto vuole, ma il capo branco siete voi. E' un cane forte, obbediente, equilibrato e mantiene una certa indipendenza pur non essendo un cane che tende alle fughe. Con i bambini è paziente ed affidabile. E' un buon guardiano, ma non è un cane aggressivo senza un valido motivo verso gli estranei.
Un neo? c'è! la mancanza di tolleranza verso i suoi simili, è un dominatore e lo ricorda sempre, per questo sconsigliato a chi ha più di un cane dello stesso sesso, ciò non significa che è impossibile una convivenza, ma imprudente se non si riesce ad avere sufficiente controllo sul nostro Akita.

Questo vale anche se condotto al guinzaglio, non tira per attaccare un altro cane tranquillo, potrebbe farlo con un provocatore, ma noi dobbiamo riuscire a controllarlo in qualunque caso, e questo dipende da che tipo di rapporto abbiamo creato con lui. Questo atteggiamento è più attenuato nelle femmine, anche più facilmente gestibili per chi è alla prima esperienza con un cane. In casa è pulito e discreto e da subito sa ritagliarsi i suoi spazi. La sua folta pelliccia in appartamento si fa notare nei periodi di muta (cambi del pelo), il problema si risolve con un paio di bagni in più e delle buone spazzolate. Nei periodi non di cambio invece necessita solo di una spazzolata alla settimana e di pochi bagni solo quando effettivamente necessario.

Non ha particolari problemi di salute a parte l'essere a volte soggetto a dermatiti con alimentazioni troppo ricche di proteine o di grassi, un buon mangime a base di pollo, tacchino o pesce è un alimentazione completa ed equilibrata.

Insomma l'Akita è un cane da amare e da cui farsi amare, ma non è un cane qualunque e non per chiunque.

Origini

sono antiche e nascono nella regione (prefettura secondo la geografia nipponica) di Akita, situata nella parte settentrionale dell'Isola di Honshu. Il suo nome significa Cane (inu) di Akita come può essere definito il Cane da Pastore tedesco o altro simile, col tempo la parola cane è andata cadendo così da definire la razza solo Akita.

Scavi archeologici effettuati nell'Isola portarono alla luce scheletri e graffiti quasi completi di cani molto simili all'Akita con date a risalire al 3000 a.C. Tra quelli che sembrano essere stati i suoi antenati più importanti vi è il Matagi inu che viveva nell’ VIII secolo tra le montagne di Odate e veniva utilizzato sopratutto per la caccia all'orso e al cinghiale. La storia più recente risale all'era Edo (1616-1868), periodo in cui vennero scoperte ad Odate molte miniere d'oro e l'Akita da cacciatore dovette trasformarsi in guardiano vigile e sicuro. Nelle epoche a seguire molte furono le sue mansioni, divenne il cane della nobiltà, e ad alcuni soggetti venivano riservati appartamenti privati con domestici al loro servizio. Inoltre alla razza venne attribuito il privilegio di partecipare alle cerimonie religiose e di presenziare alle manifestazioni ufficiali. Divenne simbolo riconosciuto di fortuna e salute.

Ma purtroppo i periodi non furono sempre rosei con il diffondersi dei combattimenti tra cani il coraggio dell'Akita venne incrociato con la forza di cani più imponenti, cani molossoidi provenienti dall'occidente, andando così a trasformarlo. In seguito un epidemia di rabbia decimò gran parte di esemplari. Nel 1920 quando decisero di curarsi nuovamente della razza, una commissione esamino i soggetti rimasti, ma non vi trovò la purezza cercata. Iniziò allora la sua cura e il suo recupero, nel 1931 il governo Giapponese incluse l'Akita ed altri cani autoctoni tra i tesori nazionali e il suo nome diventò ufficiale e definitivo. Non molto tempo dopo, la proclamazione di "Tesoro Naturale" un altro periodo buio sarebbe iniziato, con la seconda guerra mondiale gli Akita furono quasi sterminati per utilizzare la loro carne come cibo e la loro pelliccia per la produzione di caldi indumenti.

Se ne salvarono solo alcuni opportunamente nascosti dai loro proprietari nelle campagne. Nella prima manifestazione cinofila del dopo guerra nell'aprile del 1948 all'Akita show parteciparono alcuni dei soggetti sopravvissuti, si erano create due linee definite una pura (Ichinoseki) e l'altra nata dai meticciamenti ( Dewa). Alcuni di questi ultimi furono importati dai soldati americani definendo così l'allevamento negli Stati Uniti della razza oggi riconosciuta di recente nei paesi della FCI come Akita Americano. Mentre in Giappone, iniziò l'accurato recupero della razza ritenuta pura sino ai cani odierni.

Una storia da ricordare

Un Akita di nome Hachiko vissuto negli anni 20 in Giappone.

Ogni mattina il professore Ueno dell'Università di Tokyo si recava alla stazione di Shibuya per prendere il treno che lo portava al lavoro e il suo cane lo accompagnava. Tutte le sere il cane tornava alla stazione ad accogliere il suo padrone che rientrava a casa. Ma una sera il professore Ueno non tornò, era morto per un attacco di cuore all'università.Hachiko, che aveva allora 18 mesi, come tutte le sere lo aspettò alla stazione ma inutilmente. Fu così affidato a dei parenti, per 10 anni, puntualmente, ogni giorno continuò ad andare ad aspettare il suo padrone alla stazione finché morì di vecchiaia. Presso l'entrata della stazione di Shibuya è stata eretta una statua in sua memoria ed un'altra è stata posta all'entrata della stazione di Odate

Caratteristiche

Cane di grande taglia e di costituzione robusta, ben proporzionato, con molta sostanza, deve esprimere grande nobiltà e dignità. I soggetti adulti devono manifestare le differenze tra maschi e femmine in maniera ben evidente.

L’Akita deve presentare delle caratteristiche spitz: le orecchie sono diritte, seguono la linea superiore del collo,leggermente arrotondate in punta, gli occhi obliqui a forma triangolare di colore rigorosamente scuro,corpo raccolto. La coda è spessa e inserita alta. Deve essere portata ben arrotolata sul dorso.L’altezza al garrese ideale è di 67 cm per i maschi e di 61 per le femmine con tolleranza di tre cm in più o in meno. Il peso oscilla per i maschi intorno ai 32 /35 kg per le femmine 27 / 30 kg

Il pelo di copertura duro e dritto può essere di colore: rosso (fulvo), sesamo, tigrato o bianco. Tutti i colori eccetto il bianco devono presentare I'Urajiro, cioè pelo biancastro ai lati del muso e sulle guance, sotto la mascella, su gola, petto, ventre, parte inferiore della coda e faccia interna delle zampe.

Lo standard completo ed ufficiale si può reperire con facilità sia attraverso l’Enci: CIassificazione FCI: gruppo 5 (Spitz e cani di tipo primitivo); sezione 5 (Spitz e razze affini); nessuna prova di lavoro, sia attraverso il club di tutela della razza il Cirn nella sezione del Saki



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