Le razze canine

Siberian Husky

Articolo inviato da Sabella Giampiero.
A.S. Sports and Dogs "Tramonto Bianco" - Galatina (LE)

Sono molto onorato di ricevere il Vostro invito per poter partecipare quei lettori che possano sentirsi attratti o incuriositi dalle due razze che allevo: il Siberia Husky ed il Bullmastiff.
In questa occasione cercherò di riportare quelle che sono le mie conoscenze ormai quasi ventennali su quella che considero la razza più interessante ed affascinante del mondo cinofilo: Il Siberian Husky.

Non mi soffermerò più di tanto sullo standard dettagliato e di facile reperimento, che reputo importantissimo ma a volte troppo tecnico e pesante da digerire per coloro i quali magari, non essendo propriamente tecnici, preferiscono conoscere più il carattere della razza e le esperienze che ciascun allevatore può portare ad esempio per meglio far comprendere le peculiarità della razza trattata.

Origini

E’ sempre molto difficile stabilire le origini di una razza, lo è per le razze di recente riconoscimento FCI figurarsi per una razza come il Siberian Husky. Varie sono le ipotesi ma appunto, in quanto ipotesi, restano tali. Di una cosa si è pressoché certi, il Siberian Husky trae le sue origini dalla convivenza di tribù abitanti le zone più remote della Russia ed in particolare la tribù dei Ciukci che occupavano la costa artica ad alcune decine di km a est di Chaun Bay.
La selezione naturale, che in quelle terre così desolate ed impietose lo ha temprato il, ha fatto si che questa razza rimanesse integra e forte nella sua genetica rinforzata, tra l’altro, dall’uso diretto del lupo.
Pare infatti, che non di rado i Ciukci liberassero le femmine di SH in calore per farle coprire direttamente dai lupi, per ottenere cani molto resistenti sia alle intemperie che al duro lavoro. Solo verso la metà del XIX secolo alcuni cani provenienti dalla Siberia furono introdotti in Alaska e cominciarono a sostituire i cani del luogo molto più massicci, meno agili e comunque meno adatti al traino.
In quel tempo, in Alaska, pare che il traino avvenisse con mute di pochi cani come detto massicci che trainavano i pesi affidati seguendo il loro padrone che posto davanti indicava il percorso da seguire.

Nei primi anni del XX secolo con l’inizio delle gare di corse con i cani da slitta (che servivano a spezzare la monotonia dei freddi inverni in cui i cercatori d’oro alaskani erano costretti ad interrompere le loro ricerche), i cani provenienti dalla Siberia conobbero la loro affermazione definitiva sostituendo di fatto i loro predecessori.
La notorietà di questi cani crebbe di pari passo con il sempre più crescente entusiasmo che queste corse riuscivano a suscitare, motivo per cui nel 1930 la razza fu ufficialmente riconosciuta dalla AKC (American Kennel Club) e nel 1932 venne redatto il primo standard ufficiale della razza.

Caratteristiche della razza

Le caratteristiche del SH sono il segno tangibile di quella che è stata la sua storia; cane molto socievole, amante del branco (branco inteso sia come suoi simili sia come persone) e di conseguenza poco incline ad accettare la solitudine. Non è un cane territoriale, viste le sconfinate distese di ghiaccio ed il nomadismo al quale i suoi avi furono sottoposti, ma ama ampliare le sue conoscenze territoriali motivo per cui un SH riterrà alquanto naturale scavalcare un muro di cinta o una piccola recinzione per vedere cosa c’è al di là della stessa. E’ un cacciatore innato, anche questa caratteristica ereditata dal grande Nord terra in cui era spesso utilizzato per procurare prede all’amico a due zampe.
Orsi, foche un tempo, galline conigli gatti pecore oggi per lui non fa differenza, tutto ciò che striscia, vola, cammina (che non sia un cane o un uomo), sono potenziali prede. Tuttavia, essendo un cane che ama vivere in branco, reputerà tali tutti quegli animali che gli verranno affiancati fin dalla giovane età e con loro stabilirà un rapporto conviviale ottimo, ma guai all’intruso perchè risveglierà in lui gli antichi istinti selvatici.

Nella mia vita ho avuto a che fare con tanti cani (sia meticci che di razza) ma quello che ho trovato nel Siberian Husky è qualcosa che va oltre. In questa razza ho notato subito una fervida intelligenza che si manifesta sin dalla giovanissima età. Attento, vigile, curioso, iperattivo, appare subito molto intraprendente risultando molto più maturo di cuccioli di pari età di altre razze.
Il SH lo definisco lo psicologo del mondo canino. Con quello sguardo, reso particolare dal taglio degli occhi, sembra scrutarti nel profondo del tuo animo e pronto a percepire ogni tua piccola debolezza che, furbo com’è, cerca di sfruttare a proprio vantaggio pur di raggiungere il suo obbiettivo.
Il SH è altresì un giudice attento che ogni giorno vi giudicherà per il vostro comportamento e voi dovrete dimostrare di meritare il ruolo di capobranco con la vostra coerenza e costanza.
Il SH non accetterà mai le imposizioni ma se ben educato fin da cucciolo, capirà il suo ruolo rispettando il vostro.
Sarebbe buona norma, per tutti coloro che fossero desiderosi di possedere un qualsiasi cucciolo, approfondire le proprie conoscenze con letture specifiche o attingendo direttamente le informazioni da coloro che con quella razza ne condividono gli anni, i mesi, i giorni, le ore; ma ancor più fondamentale risulta questo approfondimento nel caso in cui la razza prescelta fosse il Siberian Husky.
Bisogna conoscere quello che è il bagaglio genetico di questa razza, solo così si potrà condividere un’esistenza fatta di reciproca soddisfazione. Il SH risveglierà in voi il desiderio di vivere di più all’aria aperta di riscoprire quel poco di selvaggio che giace soffocato in ognuno di noi.

Molte altre razze accettano di buon grado i cambi di umore del padrone e saranno sempre ben disposti ad accettare qualsiasi vostra imposizione; il SH no. Lui ha una forte personalità e uno spiccato spirito decisionale (anche questo ereditato nei secoli) che gli ha permesso di superare le grandi difficoltà di una terra così ansiosa di mietere vittime ad ogni piccolo errore.
Non di rado capita sentire di mushers (conduttori di slitte) che, durante alcune tappe delle mitiche gare Alaskane, di essersi affidati all’istinto dei propri cani per superare momenti difficili e di dovergli addirittura la vita perchè in certi luoghi, quando soffia il grande NORD, ogni errore può veramente costare la vita.
Io stesso, nel mio piccolo, ho sperimentato questa loro capacità. In occasione di un allenamento in Calabria, le condizioni erano proibitive ma volli comunque effettuare un allenamento. Non conoscevo bene il posto né tanto meno il percorso. A peggiorare la situazione contribuiva una forte nevicata mista a forte vento che aveva letteralmente coperto il tracciato. Sapevo che a circa 3 km c’era un bivio, ma non ero in grado di vederlo. Andare con sei cani ed in quelle condizioni era veramente rischioso.
Casch, il mio leader fece tutto da solo senza che io gli fornissi alcuna indicazione. Percorremmo alcuni punti in cui la neve era alta almeno 70 cm. Il team camminava a fatica, ed io non ero in grado di capire quale fosse la direzione giusta. Dopo circa 15 minuti in cui avevo seriamente paura di non trovare la pista di ritorno, Casch portò il team nel punto preciso dove la pista tornava ad essere appena visibile permettendomi di ritornare al punto di partenza.
Il SH è questo, è capace di ascoltare il proprio capobranco, ma anche di agire di propria iniziativa qualora capisca che vi siano delle difficoltà.

Personalmente reputo il SH una delle razze più intelligenti del mondo cinofilo ed a volte è la sua spiccata intelligenza a creargli non pochi problemi.
Allo standard ho pochi appunti da fare, la cosa che mi lascia più perplesso è il solco che si è creato tra i Siberian Husky da lavoro e quelli da esposizione. Sembrano quasi due razze diverse. Ho frequentato per diversi anni il mondo delle esposizioni ed ho capito, a mie spese, che spesso chi giudica un SH non lo conosce affatto. Ci si lascia abbagliare da manti sempre più tolettati e spesso sia la taglia che la lunghezza degli arti non è consona a consentire lo svolgimento del lavoro per il quale è stato creato e di questo ne hanno grande colpa i giudici, che hanno permesso che alcune linee di sangue prendessero il sopravvento su altre forse meno spettacolari ma certamente più adatte al traino. Di contro, invece, le gare sprint hanno esasperato il cane atleta spesso portato ad altezze che vanno ben oltre quello che prevede lo standard in modo da sviluppare cani sempre più veloci in grado di reggere alte velocità per tragitti non particolarmente lunghi (le gare sprint vengono considerate quelle che, in base al numero dei cani, variano da 6 a 20 km).

Chiudo questo mio intervento citando quanto riportato sulla lapide posta ai piedi di una statua posta nel Central Park di New York che ritrae Balto che con altri SH portarono per oltre 600 miglia il siero per contrastare una grave epidemia che stava decimando gli abitanti di Nome, recita così:

Dedicato all’indomito spirito
dei cani da slitta che
trasportarono in staffetta l’antitossina
per 600 miglia di ruvido ghiaccio,
attraverso infide acque
nel messo dei freddi venti artici da Renana
per la salvezza di Nome
colpita mortalmente.
Resistenza, fedeltà, intelligenza.

Questo è il Siberian Husky.

Riassunto

Le caratteriste di razza più importanti del Siberian Husky sono la taglia media, l’ossatura media, le proporzioni ben bilanciate, facilità e libertà di movimento, mantello corretto, testa e orecchie piacevoli, coda corretta e un buon temperamento.
Ogni segno di eccesso di peso o di ossatura, di movimento legato e grossolano, di mantello lungo e ispido deve venire penalizzato.
Il Siberian Husky non ha mai un aspetto così pesante e grossolano da ricordare un animale che traina grossi pesi, ma neppure così leggero e fragile da ricordare un animale concepito per le corse di velocità su brevi distanze.
In entrambi i sessi il Siberian Husky dà l’impressione di essere capace di grande resistenza.



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