Le razze canine

Zwergpinscher

Articolo inviato da Luigi Lasso.
Allevamento "dell'antica Sibari"

Origini e caratteristiche della razza

ZwergpinscherLo Zwergpinscher o Pinscher Nano è un cagnolino di piccola taglia la cui altezza al garrese va dai 25 ai 30 cm, a prescindere dal sesso, per un peso compreso tra i 3,5 ed i 6 kg circa.
La FCI  lo colloca nel Gruppo 2, cani di tipo Pinscher e Schnauzer, rappresentando, di fianco alle più grandi e maestose razze perlopiù da utilità, il più piccolo del raggruppamento.

E’ una razza di origine tedesca, dal carattere brillante ed acceso, distinta in due varietà: quella unicolore, che va dal rosso marrone al rosso cervo e quella più nota come nero focato, ovvero, con mantello nero contrassegnato dalla presenza di macchie rosso-marroni estese sotto la gola, all’estremità degli arti anteriori e posteriori, nelle zone sopraccigliari ed in quelle intorno al muso e perianale.
Lo Zwergpinscher è una delle poche razze di piccola taglia che ben si presta, con ottimi risultati, a compiti cui spesso si utilizzano soggetti di ben altre dimensioni! E’ un ottimo guardiano, adattissimo all’Agility, non si tira indietro dinanzi ad alcun pericolo difendendo con coraggio il suo amico padrone.
E’ una razza adatta a tutti, dallo sportivo all’escursionista, dall’anziano che vive da solo ai bambini di casa. Non ama la vita sedentaria e se lo si ospiterà in appartamento sarà indispensabile, almeno in una delle uscite quotidiane, concedergli di dar sfogo alle proprie energie in un parco o comunque in un’area sicura in cui possa scorrazzare tranquillamente.
La sua alimentazione dovrà essere equilibrata e tutti i bocconcini fuori pasto banditi, vista la tendenza ad ingrassare.

Le femmine, come in altre razze “mini”, fanno il calore ogni 7-8 mesi e sono ottime madri. Nella maggior parte dei casi, sin da primipare, partoriscono senza bisogno di aiuto e prodigano ogni attenzione alla prole.
Per esperienza diretta, rispetto a razze di maggiore stazza è opportuno non allontanare i cuccioli dall’allevamento prima dei 75-90 giorni e comunque non prima che sia trascorsa almeno una settimana dalla somministrazione della prima dose di vaccino, a seconda del piano vaccinale seguito.
Volutamente non ho inteso citare lo “Standard” di razza che può essere consultato nella maggior parte dei siti degli allevatori italiani ed esteri, nonché, in quello del club di razza.

ZwergpinscherIn Italia lo Zwergpinscer è tutelato dal CIS&P, Club Italiano Schnauzer e Pinscher, che fornisce ogni utile informazione, oltre che l’elenco degli allevatori allo stesso aderenti,con regolare affisso di allevamento. Un altro utile servizio è quello delle cucciolate segnalate dai soci, allevate secondo il rigoroso disciplinare dell’ENCI e dell’associazione stessa.
Per concludere, purtroppo, mi tocca dire che il Pinscher Nano è tra le razze più oggetto di meticciamenti volti alla riduzione della taglia.
Il tanto pubblicizzato Pinscher “Toy” non esiste, si tratta solo dell’opera di commercianti e sedicenti allevatori senza scrupoli che cercano a tutti i costi di ottenere cagnolini piccolissimi, spesso malaticci ed atipici, da rifilare al profano che pensa che una taglia ridotta sia garanzia di maggior pregio.
Come tutti i cani di razza pura, per l’acquisto del cucciolo sarà opportuno rivolgersi ad allevatori seri il cui scopo principale è quello di selezionare, cercando di assegnare il cucciolo giusto alla persona giusta, tenendo conto delle aspettative di entrambi!

Ahimè, nonostante l’evidente impegno delle Autorità in merito alla regolamentazione dell’ingresso in Italia dei cani esteri, sono ancora molti i cuccioli, provenienti per la maggior parte dai paesi dell’est, che accedono clandestinamente nel territorio nazionale per essere smistati poi in negozi o addirittura nelle “fiere del cucciolo”. Si tratta di povere bestiole nate da accoppiamenti non di certo studiati; ammassati a decine in angusti furgoni; non vaccinati né sverminati; sottratti alle madri in giovanissima età e pagati qualche decina di euro negli allevamenti “batteria” per finire poi nelle vetrine dei pet shop ad un prezzo finale di poco inferiore, se non addirittura pari, a quello praticato da allevatori degni di rispetto.
Onestamente resto dell’idea che chi opta per un cane di razza dovrebbe prima documentarsi e studiare; poi contattare le associazioni specializzate e gli allevatori riconosciuti; magari visitare qualche esposizione per toccare con mano ciò di cui si parla e solo infine, procedere all’acquisto che, in molti casi, potrebbe comportare anche l’attesa di qualche mese.
Ricordiamoci sempre che la fretta è cattiva consigliera e che magari, se non si è disposti a percorre qualche kilometro ma si preferisce rivolgersi al negozio sotto casa…forse non si è ancora pronti ad accogliere un amico a quattro zampe, blasonato o meno che sia!
Infine, ricordiamoci ancora che i canili-rifugio pullulano di simpatici cagnolini “fantasia”, di ogni taglia ed età, pronti a far felici quanti se ne volessero prender cura e di certo più sani e più belli di quelle povere bestiole che varcano stremati le nostre frontiere.



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