Le razze canine

Levriero afgano

Articolo inviato da Betty Capriglione.
Allevamento "Oplontis"- Laveno M. (VA)

Amore a prima vista

Levriero AfganoNon c’è dubbio, siete rimasti affascinati dal levriero afgano, questo cane vi piace, vi interessa e dopo l’ennesima volta che ne avete visto passare uno, ondeggiante nel suo lungo mantello, con quell’aria così aristocratica, avete finalmente deciso: 
il mio cane sarà un levriero afgano!

Le origini

Il Levriero Afgano appartiene ad una delle più antiche razze canine. Alcuni ritengono che esisteva già 8000 anni fa, altri che fu conosciuto da Noè all’epoca del diluvio e quindi salvato da questi sulla sua Arca.
Il tazi o tasi (antico termine) fa parte del gruppo dei levrieri orientali, così come il Saluki o levriero persiano, lo Sloughi o levriero arabo, il Borzoi o levriero russo.
Chiamato anche levriero di Kabul, Balkh, cane della valle di Kurran, Barakzai (dal nome della potente famiglia che nel XVIII secolo ne iniziò l’allevamento), l’Afgano nel suo paese d'origine esisteva in tre varietà: a pelo raso (tajan dei Kirghisi russi), a pelo frangiato (tipo saluki), a pelo lungo e folto (il vero cane afgano delle montagne).
Le notizie documentate a noi pervenute, tuttavia, ne descrivono due tipi fondamentali: quello del deserto e quello della montagna.

Gli esemplari del primo tipo si trovavano in prossimità del confine con l’Iran ed erano alti di statura mostrando chiaramente la loro parentela con il levriero persiano; il tipo della montagna, pur mantenendo caratteristiche similari, risultava più corto, con tronco molto raccolto, con un mantello piuttosto folto e lanoso e, oltre ad essere un abile cacciatore, mostrava talvolta il suo istinto di guardiano per le greggi: segno evidente che nelle sue vene si ritrovava abbondante sangue di pastore.
Avendo pochissimo fiuto, l’Afgano era ed è cacciatore a vista per eccellenza. In montagna la preda abituale era la capra selvatica; si dice, infatti, che, in occasione della festa delle capre, i pastori scendevano dalle montagne ornando i cani con ghirlande di fiori.
I levrieri afgani cacciavano generalmente in coppia inseguendo vari tipi di erbivori di piccola mole e la gazzella, ma erano ritenuti, per il loro coraggio, capaci di attaccare e perfino uccidere un leopardo.

Arrivo in Occidente

Levriero AfganoIl primo Afgano passato ai posteri fu il celebre Zardin, importato nel 1907 dalla provincia di Seistan.
Nel 1906 era stato presentato ad un’esposizione in India suscitando l’interesse di tutti: ne fu subito pubblicata un’accurata descrizione sull’Indian Kennel Gazette.
Successivamente fu immortalato da un pittore e lo studio del quadro mostra un cane particolarmente elegante: testa fine e sormontata da un toupet importante, corpo compatto con un dorso molto piatto con sella appariscente, mantello abbondante, la coda con un anello alla sua estremità.
L’insieme di questi elementi di studio sulle caratteristiche di Zardin permise di stilare un primo standard nel 1912 che, successivamente modificato in alcuni punti, originò quello attuale.
Zardin provocò, alla sua prima comparsa su un ring di esposizione – Crystal Palace di Londra, ottobre 1907 – una grande sensazione di ammirato stupore.
E non fu mai più battuto in seguito!
Nel 1925 un altro allevamento con affisso “Ghazni” si stabilì in Inghilterra: fu proprio da Ghazni, la zona nord-orientale montagnosa dell’Afghanistan, che il Maggiore Amps importò un gruppo di soggetti, alcuni dei quali provenienti dai Reali Canili del Re Amanullah.
Fra questi emerse il celebre “Sirdar of Ghazni”, cane che diede la sua impronta alla razza, orientandola verso il tipo che conosciamo ai giorni nostri.
Successivamente avvennero altre importazioni e la razza aumentò velocemente di popolarità.
Negli anni ’30 il levriero afgano apparve per la prima volta in America, mentre in Italia la sua comparsa si ebbe intorno agli anni ’50.
Negli anni successivi linee tedesche, inglesi e scandinave segnarono una decisiva evoluzione della razza, mentre alcuni soggetti di corrente americana aprirono la strada alle nuove presenze degli Afgani d’oltreoceano.

Attualmente la razza è tutelata dall’Associazione Italiana Amatori Levrieri Afgani (A.I.A.L.A.) e gli allevatori, dopo lunghi anni di lotte per inserire la razza nella rosa delle razze “ d'elite” e incontrando non poche difficoltà per la diffusione della conoscenza fra il grande pubblico, possono ora avvalersi di mezzi di contatto e di collaborazione più stretti, e grazie a scelte di correnti di sangue, europee ed americane ai vertici dell’avanguardia, in Italia possiamo vantarci di aver raggiunto risultati di sicuro prestigio.

Aspetto generale

Levriero AfganoL’Afgano è un cane maestoso, con passo agile, flessuoso ed elastico, particolarmente elegante nel suo aspetto altero, nascondente sotto il suo folto mantello un corpo potente e ben proporzionato.
La sua espressione, tipicamente orientale, aggiunge al suo fisico una nota molto particolare.
Ma senza alcun dubbio, è il suo pelo ad attirare lo sguardo del pubblico: è setoso, raso e fine sul muso, sulla fronte e sulle tempie; corto e ruvido lungo il dorso formante la sella che deve essere ben delineata. I pasturali possono essere coperti di pelo corto. Tutto il resto del corpo è coperto di frange setose, di un pelo molto lungo e fine, non arricciato che deve cadere ben a piombo. Sul mento potrebbe formarsi una barba di moderata lunghezza divisa in due ciuffi tipici denominati “mandarini”.
Caratteristica è la coda, terminante con un anello, poco fornita di peli; in movimento è portata alta.
Ammessi tutti i colori, con maschera o senza, crema, biondo, tigrato, grigio blu, nero, nero focato etc.
L’altezza media al garrese per i maschi va da circa cm. 68 a 74, per le femmine da cm. 63 a 69.

Carattere

Annulliamo subito il più grande pregiudizio: è un cane intelligentissimo e niente affatto stupido come qualcuno lo vuole vedere, interpretando male la sua riservatezza. E’ che il levriero afgano, fierissimo di carattere, non si lascia dominare con le maniere forti: solo la dolcezza e la persuasione lo rendono obbediente e remissivo!
Levriero AfganoMa sotto il suo aspetto un poco altezzoso, maschera, in realtà, un carattere amabilissimo e molto affettuoso pur non essendo invadente. Solo quando viene a trovarsi di fronte ad estranei appare, talvolta, scostante; con i membri della famiglia non si mostra allo stesso modo e lo sa testimoniare a coloro i quali lo circondano di attenzioni. Sa essere calmo e poco ingombrante, dorme lunghe ore sulla sua poltrona preferita o su qualche cuscino o tappeto che gli sono stati riservati e può vivere bene in appartamento se gli assicurate una lunga passeggiata quotidiana oltre alle piccole uscite igieniche; inoltre sa essere un buon cane da guardia sia a casa che sulla macchina, abbaiando quando si avvicinano estranei.
Il levriero afgano è un cane che risponde ai bisogni di tutta la famiglia che cerca un compagno che sia a volte bello e originale, per accompagnare la signora nelle sue “promenade” ma anche sportivo e resistente per piacere al signore, vivendo senza problemi in casa per il piacere di tutti.

In effetti, contrariamente a quanto la sua apparenza preziosa ci può far credere, si tratta invece di un vero sportivo particolarmente felice, quando può muoversi liberamente a contatto con la natura, per niente timoroso né della neve né dell’acqua né dei cespugli. Esso ha un genuino temperamento di cacciatore (afghan hound) e, se arriva a scovare qualsiasi preda, è allora che rivela il suo istinto naturale.
A questo proposito, si può rischiare di avere qualche problema di "richiamo" (rischio alto) ed è prudente non lasciarlo se non in un luogo sicuro per poterlo riprendere.
D’altronde, benché sia piuttosto artificioso, potreste rendere il vostro Afgano particolarmente felice se lo conduceste alla corsa su pista; accetta facilmente questo intrattenimento e, dopo che ne avrà preso gusto, si mostrerà particolarmente contento a continuarlo. Questa forma di sport gli permetterà di sviluppare al massimo le sue qualità fisiche ma attenzione agli eccessi: l’intrattenimento deve essere progressivo considerando i limiti. Piste attrezzate ce ne sono ancora poche ma portate a correre il vostro afgano in qualsiasi luogo, purché recintato.

L'allevatore al quale vi rivolgerete vi fornirà le informazioni sulla cura necessaria per il pelo che dovrà essere relativa al tipo di vita che il vostro amico condurrà.



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