Malattie del cane

Leptospirosi

Articolo a cura del Dott. Daniele Barberini

La leptospirosi del cane è un’infezione provocata da batteri appartenenti al genere Leptospira; nello specifico i due sierotipi che interessano la salute del cane sono la L. icterohaemorragiae e la L. canicola.
Tali batteri sono presenti in tutto il mondo con un’incidenza maggiore per le zone umide e le comunità canine.

Sono delle zoonosi e quindi possono infettare anche l’uomo e per tal motivo rientrano nell’ambito della salute pubblica.
L’importanza di questi batteri si è comunque ridotta negli ultimi anni in seguito all’uso routinario della profilassi vaccinale nel cane che ha ridotto notevolmente l’incidenza della malattia.

Principale fonte di diffusione della Leptospira sono i roditori (topi) e i cani infetti che eliminano il batterio attraverso le secrezioni e le escrezioni, il sangue (nelle prime fasi dell’infezione) e le urine (dopo l’ottavo giorno e fino a qualche mese).
I cani possono contrarre l’infezione per via diretta tramite morso, leccatura o semplice contatto con un cadavere o per via indiretta attraverso l’urina, l’acqua degli stagni o dei fiumi o attraverso oggetti contaminati.

Dopo un periodo di incubazione di circa 7 giorni compaiono i primi sintomi con febbre elevata (oltre i 40°C), depressione del sensorio, inappetenza, congestione delle mucose, polidipsia (aumento della assunzione di acqua) e vomito; dopo qualche giorno iniziano a manifestarsi i sintomi dovuti all’interessamento del fegato e dei reni con ittero, petecchie emorragiche sulle mucose e sulla cute, oliguria/anuria (riduzione o mancata produzione di urina), vomito e diarrea emorragica.
Possono essere presenti anche complicazioni cardiache, nervose e polmonari.

Il decorso della malattia è in media di una settimana e si conclude quasi sempre con la morte o l’eutanasia dell’animale.
Sono possibili anche delle infezioni meno gravi della precedente ad andamento cronico, caratterizzate da nefrite interstiziale progressiva in cui l’unico segno clinico è l’insufficienza renale con aumento dell’azotemia e alla fine decesso dell’animale per coma uremico in 1-2 anni.

La diagnosi di Leptospirosi nell’animale in vita è possibile sia mediante il riscontro dei segni clinici che soprattutto attraverso la ricerca del batterio nel sangue (prima dell’ottavo giorno) o nelle urine (dopo l’ottavo giorno) del cane.

La terapia raramente porta alla guarigione del cane ma, nelle forme subacute e croniche si possono ottenere dei discreti risultati.
Questa è basata sull’utilizzo di antibiotici appropriati contro le leptospire che devono essere iniziati ancor prima di avere la conferma diagnostica dal laboratorio, a cui va aggiunta una terapia sintomatica di supporto in base alle manifestazioni di danno renale, epatico e gastro-enterico.

La profilassi vaccinale, vista la gravità delle lesioni e la prognosi spesso infausta, è di fondamentale importanza per ridurre il rischio di contrarre l’infezione da parte del cane ma deve essere associata alla profilasi sanitaria che consiste nell’evitare la contaminazione dell’acqua, la distruzione dei vettori (roditori) e la disinfestazione dei locali.

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