Malattie del cane

Leishmaniosi nel cane: considerazioni

Articolo a cura del Dott. Salvatore Di Pasquale Farina.

La Leismaniosi ha avuto una considerevole diffusione in Italia negli ultimi dieci-quindici anni.
Nella pratica ambulatoriale del centro Italia è passata dall’essere considerata una rara malattia esotica, all’essere una realtà clinica, radicata nelle città nelle quali operiamo, con la quale confrontarsi quotidianamente.
Nonostante sia comunemente conosciuta per il fastidio e il danno che reca ai nostri cani, la Leishmaniosi è una grave malattia per l’uomo in tutto il mondo dove è conosciuta sotto varie forme nei diversi paesi.
Dalle forme cutanee relativamente lievi, fino alle forme viscerali o sistemiche più severe.
Infatti un aspetto che viene oggi poco considerato quando si parla di Leishmaniosi è che la Leishmaniosi è una zoonosi, ovvero una malattia trasmissibile dagli animali all’uomo, e viceversa.
Tra le zoonosi con le quali il veterinario di città deve fare i conti possiamo citarne alcune sostenute da batteri come la leptospirosi, la rickettsiosi, o sostenute da protozoi come la toxoplasmosi o la giardiasi e perfino sostenute da vermi come la echinococcosi.

La Leishmania è un protozoo parassita, cioè un organismo unicellulare; altri protozoi parassiti sono, per intenderci, i Coccidi, il Toxoplasma, la Giardia, il Tricomonas.
I protozoi sono organismi unicellulari più grandi dei batteri, anch’essi organismi unicellulari. Oltre alle dimensioni li differenzia il fatto che i protozoi hanno un nucleo definito, i batteri no, ma non addentriamoci troppo in speculazioni microbiologiche, diciamo che parlando di Leishmania dobbiamo pensare ad un essere piccolissimo, microscopico costituito da una sola cellula.
Il cane è considerato, dal punto di vista umano, il principale serbatoio della Leishmaniosi per l’uomo e per gli altri cani, tanto che il regolamento di Polizia Veterinaria prevedeva, una volta, l’abbattimento dei cani affetti da Leishmaniosi. Dal punto di vista canino probabilmente è l’uomo ad essere il serbatoio della malattia per il cane.
Anche alcuni roditori tra cui i topi possono fungere da serbatoio della malattia.
Per fortuna ci sono degli aspetti della malattia che ci tranquillizzano.
La Leismaniosi è una zoonosi trasmessa da un “vettore biologico” cioè da un essere vivente invertebrato indispensabile per la sua trasmissione da animale malato ad animale sano, uomo compreso.
Infatti affinchè possa infestare un nuovo ospite la Leishmania deve subire all’interno dell’insetto vettore una trasformazione biologica che la renda infestante, cioè puntuta e con un flagello ovvero un codino, che le permette di muoversi. Senza insetto non c’è trasformazione e dunque non c’è trasmissione, senza insetto la Leishmaniosi non si trasmette. L’insetto in causa è una zanzarina silenziosa: il Flebotomus Papatasi, volgarmente detto pappataci.

Una volta inoculata nel nuovo ospite attraverso la puntura del pappataci la Leishmania viene fagocitata dai macrofagi cioè le cellule sentinelle in grado di fagocitare, inglobare o ingurgitare che dir si voglia, qualunque cosa estranea capiti loro a tiro. Per loro sfortuna la leishmania all’interno di queste cellule spazzini si trova molto bene tanto che si trasforma nella sua forma vegetativa, cicciotta e tondeggiante e lì si moltiplica fino a far esplodere il povero macrofago e colonizzare altri macrofagi. Questo fatto di vivere e riprodursi all’interno delle cellule di difese dell’organismo la rende quasi inattaccabile, permettendole di parassitare l’organismo ospite per anni.
I macrofagi sono le principali cellule del Sistema Reticolo Endoteliale, una sorta di rete delle difese dell’organismo, costituita da un sistema cellulare interconnesso, cellule presenti nei linfonodi e vasi linfatici ma anche nel midollo osseo, nel sangue e nell’interstizio all’interno dei vari organi. Queste cellule, nella loro opera di pattugliamento sono in grado di migrare da un dipartimento all’altro assicurando un ottimo sistema di difesa ma favorendo nel caso della leishmania la sua diffusione a tutto l’organismo. Questo spiega il coinvolgimento di tutto l’organismo nelle forme viscerali della malattia, e la severità che essa può raggiungere.

Allorché un altro pappataci punge un animale infetto, che alberga dunque le leishmanie nella loro forma vegetativa, cicciotta e tondeggiante, all’interno dei macrofagi o libere, nell’interstizio cutaneo così come nel sangue e nella linfa, il pappataci assume, assieme al sangue dell’animale, le Leishmanie che all’interno del suo corpo si trasformano nella forma puntuta e flagellata infettante. Al successivo pasto di sangue verranno inoculate infestando un nuovo ospite e ricominciando il ciclo.
La forma infestante esiste solo ed esclusivamente in quel particolare insetto. Perciò fintanto che un ambiente non è colonizzato da quel pappataci in quella regione non si potrà avere la Leishmaniosi, o meglio non potrà essere trasmessa.
Questo ci permette di indirizzare le nostre difese verso le regioni habitat del pappataci e, in quelle regioni, verso il possibile vettore della leishmania, il pappataci.
Sapendo questo potremo lasciare tranquillamente giocare il nostro cane con un cane infetto perché non c’è nessuna possibilità di contagio diretto da animale malato ad animale sano, uomo compreso.
Per contro sarà di fondamentale importanza proteggere l’animale infetto dalle punture di zanzara, perche è attraverso un pappataci che punge lui e poi punge un animale sano, uomo compreso, che si contrae l’infestione. Perciò proteggete i vostri cani sani dalle punture di zanzare, ma a maggior ragione proteggete i vostri cani malati, per proteggere i cani sani e voi che gli vivete accanto dal pericolo di una infestione.

Nonostante a Roma la leishmaniosi sia diventata endemica, cioè molto diffusa, non ci sono segnalazioni di casi umani. Verosimilmente le specie o i ceppi di leishmania presenti qui da noi sono poco aggressivi verso l’uomo. Questo non ci deve fare abbassare la guardia di protezione anche per l’uomo in quanto comunque si tratta di una zoonosi.
Dunque l’unico mezzo di prevenzione a nostra disposizione contro la Leishmania è la lotta alle zanzare o meglio ai pappataci. Prima di tutto conoscere il nemico per poterlo distruggere. I pappataci hanno bisogno di temperature elevate: in inverno, o almeno quando l’inverno è inverno non ci dobbiamo preoccupare di proteggere il nostro cane dalle loro insidie. Il freddo è un repellente naturale.
I pappataci hanno bisogno di acqua ferma per riprodursi, perciò nelle stagioni calde attenzione in terrazza o in giardino a sottovasi, piattini o altri contenitori dove si raccolga acqua, costituiscono l’habitat ideale per la riproduzione del nostro nemico. I pappataci fanno il pasto di sangue soprattutto nelle ore crepuscolari: per quanto possibile tenere in casa il cane in quelle ore.

Ultima frontiera è rappresentata dalla pelle del cane che va protetta con insetticidi. Il mercato offre tante possibilità a seconda delle diverse esigenze: ci sono prodotti spray, spot on, collari e tante sono le molecole di insetticidi disponibili. Il consiglio è di alternare i rimedi di protezione in modo da non permettere alla popolazione di insetti di abituarsi ad una o all’altra sostanza, facendone sempre e comunque un uso ragionevole e prestando attenzione ai bambini, evitando contatti stretti i primi giorni dopo il trattamento, e conservando i prodotti lontano dalla loro portata, gli insetticidi sono comunque veleni pericolosi.

Torna all'elenco delle malattie cani