Malattie del cane

Cimurro (Malattia di Carrè)

Articolo a cura del Dott. Daniele Barberini

Il cimurro è una patologia virale multisistemica molto contagiosa causata da un virus della famiglia Paramyxoviridae, gen. Morbillivirus che colpisce principalmente il cane ma che può infettare anche furetti, tassi e leoni; nei gatti invece tale malattia sembra essere autolimitante.

L’infezione avviene per inalazione di aerosol di materiale infetto rappresentato dalle escrezioni respiratorie, urinarie e fecali degli animali che hanno contratto la malattia.
Il virus è comunque labile nell’ambiente esterno e viene inattivato in poche ore dai comuni disinfettanti, dal calore e dall’essiccamento.

Tale patologia può colpire cani di ogni età ma la sua incidenza è maggiore nei cuccioli non vaccinati una volta finita l’immunità trasmessa dalla madre e negli animali che vivono in condizioni di sovraffollamento (canili, rifugi, negozi di animali), in cui tale condizione ambientale determina un abbassamento delle difese immunitarie con maggior facilità all’infezione.
È in ogni caso possibile una trasmissione per via transplacentare del virus del cimurro ai feti anche se è piuttosto rara.

La forma di cimurro classica si manifesta, all’inizio, con una sintomatologia respiratoria più o meno marcata (sono possibili forme lievi o addirittura subcliniche) con congiuntivite associata a scolo oculare sieroso e tosse non produttiva; progressivamente lo scolo oculare diviene mucopurulento per complicazioni batteriche secondarie e la tosse produttiva per interessamento bronco-polmonare.

In tale fase può esserci febbre (> 40° C) con conseguente anoressia e depressione del sensorio.
A questi sintomi piuttosto generici, circa 2-3 settimane dopo l’infezione, si aggiunge una sintomatologia gastro-enterica con vomito e diarea spesso emorragica, disidratazione e dimagrimento progressivo con ulteriore aggravamento del quadro clinico dell’animale.

Se il cane supera questi 20-30 giorni di malattia è possibile riscontrare ipercheratosi del tartufo e dei cuscinetti plantari nonché ipoplasia dello smalto dentale.
Dopo questa prima fase di manifestazioni cliniche (a volte però non evidenti o comunque non gravi nelle forme subcliniche) si viene a manifestare una sintomatologia neurologica spesso con lesioni che residueranno anche negli animali adulti che superano la fase acuta della malattia; tali segni neurologici sono convulsioni, atassia, paresi e paralisi, e mioclonie di singoli muscoli o di interi gruppi muscolari.

Per quanto riguarda la diagnosi di cimurro in soggetti in vita, i test diagnostici possono non essere in grado di evidenziare l’infezione e questo complica ulteriormente le cose al veterinario e all’animale stesso.
A tutt’oggi sfortunatamente non esistono farmaci antivirali efficaci nei confronti del virus del cimurro e quindi, in caso di infezione, l’approccio terapeutico sarà basato essenzialmente su una terapia sintomatologia di sostegno mirata a ridurre i sintomi che l’animale presenta.

Si useranno quindi espettoranti e mucolitici per trattare i problemi respiratori, antiemetici e fluidoterapia per i disordini gastro-enterici, antibiotici ad ampio spettro d’azione per combattere o prevenire infezioni batteriche secondarie e anticonvulsivanti quando i sintomi neurologici lo richiedono.

Tutto ciò fa capire come l’unico modo per combattere efficacemente l’infezione da virus del cimurro sia la profilassi vaccinale.
Tale vaccinazione deve essere eseguita nei cuccioli svezzati il prima possibile per evitare che con il declino degli anticorpi materni il cane possa contrarre il virus presente nell’ambiente, e in tutti gli animali adulti in particolar modo se per varie ragioni devono trascorrere un periodo in una pensione o in luogo ad alta densità animale.

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