Malattie del cane

Epatite infettiva canina (Epatite di Rubarth)

Articolo a cura del Dott. Daniele Barberini

L’epatite infettiva canina è causata dall’Adenovirus tipo 1 (CAV-1) del cane che è antigenicamente correlato all’Adenovirus tipo 2 (CAV-2) del cane responsabile invece di infezioni respiratorie.
Tale malattia è diffusa principalmente nell’Europa del Nord, nell’Europa centrale e negli Stati Uniti anche se ormai visto la routine della vaccinazione è sempre più difficile riscontrarla.

L’infezione avviene per inalazione ed ingestione di materiale infetto e la diffusione si ha sia per contatto diretto che indiretto; inizialmente il virus replica a livello delle tonsille e delle placche del Peyer inducendo una viremia con una localizzazione secondaria a carico di fegato e reni.
L’epatite infettiva colpisce i cani giovani tra i 3 e i 12 mesi ma sporadicamente può colpire anche individui adulti.

Le manifestazioni cliniche comprendono depressione del sensorio, abbattimento, glomerulonefrite per deposizione di immunocomplessi, febbre, vomito, diarrea e scolo nasale e oculare; i danni virali durante la replicazione a carico dell’endotelio vasale del fegato determinano alterazioni della cascata coagulativa con possibili petecchie cutanee e fenomeni emorragici diffusi a carico della regione del muso e dell’addome.
Una manifestazione caratteristica nei cani in via di guarigione è la comparsa di una opacità corneale transitoria, dovuta al deposito locale di immunocomplessi, che fa assumere all’occhio un riflesso azzurro (“occhi blu”).

La diagnosi della malattia si basa sulla presenza dei segni clinici, sull’anamnesi e sulla ricerca di anticorpi specifici mediante test di laboratorio.

La terapia prevede l’attuazione di metodiche atte a tamponare i sintomi presenti e ad eliminare i disturbi più gravi quali vomito e diarrea attraverso la fluidoterapia e la somministrazione di farmaci antiemetici e normalizzanti la funzionalità enterica, nonché antibiotici atti a ridurre il rischio di infezioni batteriche secondarie.

La prevenzione invece, come già detto precedentemente, si effettua tramite il vaccino presente in commercio che protegge il cane dal rischio di contrarre la malattia.

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