Malattie del cane

Filariosi Cardiopolmonare nel cane

Articolo a cura della Dott.ssa Valentina Caon.

La filariosi cardiopolmonare è una malattia parassitaria del cane sostenuta da un nematode chiamato Dirofilaria immitis.
La trasmissione avviene da cane malato a cane sano attraverso la puntura di zanzare (Gen. Culex). Una volta immesse le larve in circolo, queste raggiungono l’atrio destro del cuore e l’arteria polmonare, dove si stabiliscono i parassiti adulti.

La filariosi è una malattia lenta e subdola: molti cani, al momento della diagnosi, sono asintomatici.
I primi sintomi che possono far sospettare una filariosi cardiopolmonare sono facile affaticabilità, intolleranza all’esercizio, tosse persistente e grave, tachipnea.
La diagnosi definitiva viene fatta con test sierologici che evidenziano la presenza di anticorpi verso il parassita, associata ad indagini radiografiche del torace ed eventualmente una ecografia del cuore che possono rivelare una affezione polmonare o un ingrandimento patologico dell’atrio destro.
Le forme larvali, invece, possono riscontrarsi solo occasionalmente in circolo, per questo il solo test su sangue fresco non è considerato attendibile.

Fondamentale è la prevenzione soprattutto nelle zone endemiche; inizialmente la malattia era confinata nelle zone limitrofe alla pianura Padana, ma nel corso degli anni si è diffusa in quasi tutto il nord Italia e in alcune regione del centro.
I fattori di rischio sono rappresentati da aree in cui sono presenti acque stagnanti, habitat naturale dei vettori.

Esistono vari farmaci che si possono somministrare una volta al mese (qualora il cane dovesse spostarsi saltuariamente in regioni in cui la malattia è presente) oppure che hanno una valenza fino a sei mesi (più adatti agli animali che vivono stabilmente nelle regioni interessate).
Al di là della prevenzione è comunque consigliabile, dopo l’estate, effettuare un test sierologico di conferma.
La terapia della filariosi è lunga, complessa e non scevra da rischi; inoltre talvolta i danni a livello cardiaco possono essere irreversibili. Lo scopo della terapia è dapprima eliminare gli adulti, e successivamente le forme larvali in circolo. Il rischio maggiore in questa fase è l’insorgere di un tromboembolismo polmonare, causato dalla morte dei parassiti e dal rilascio di sostanze tossiche e batteri; per questo motivo è bene somministrare all’animale anche una adeguata copertura antibiotica.

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