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Obedience: perchè praticarla

Per tutti gli appassionati e per chi volesse scoprire qualcosa di più sull' Obedience, pubblico un'intervista rilasciata da Maurizio Romanoni, esperto in materia:

"Dopo avere scritto non poco sull'obedience, mi si chiede di spiegare il perché intraprendere tale disciplina. La domanda mi pare pertinente e assai doverosa, tenuto conto dell'esigua quantità di praticanti nel nostro paese e della scarsa esigenza di divulgarla.

Per me che la pratico da qualche anno e dedico agli allenamenti la maggior parte del mio tempo libero, la domanda appare quasi surreale: sarebbe un po' come chiedere ad un medico, ad un avvocato o ad un ingegnere perché mai al liceo ha studiato analisi logica o ha tradotto un brano di Cicerone o ancora gli è stato insegnato risolvere un'equazione.

Mi pare logico ritenere che nessun medico, avvocato o ingegnere potrebbe ritenersi tale se non avesse imparato a relazionarsi con la cultura, intesa non come insieme di nozioni ma come maturazione dell’individuo che l'apprendimento di dette nozioni comporta.

Uscendo dalla metafora, intendo dire che il cane, al quale non si chieda semplicemente di accompagnarci in una gita in campagna ma debba essere addestrato ad una qualsivoglia disciplina (agonistica o meno), deve imparare a rapportarsi con il suo padrone, inteso come capobranco o come amico-collaboratore (se qualcuno ha in odio la scala gerarchica). Per me è un po’ la stessa cosa, basta intendersi sul concetto di armonia, di fluido che deve "correre" tra i parametri del binomio.

E quale disciplina può portare a ciò nel modo più armonico possibile se non l'obedience? Sia ben chiaro: chiunque si avvicini a questa disciplina, collegandosi ad Internet o leggendo un qualsiasi manualetto, con ogni probabilità sarà portato a considerarla come una serie di esercizi che il cane dovrà imparare ad eseguire, e che dovranno essergli insegnati, nella migliore delle ipotesi con pazienza, dolcezza e senza l'uso di alcuna forma di violenza.Niente di più errato o, quanto meno, di più riduttivo.

Si può certo dire che l'obedience si estrinseca tramite una serie di esercizi, ma la sua essenza è ben altro. Essa potrebbe essere considerata e definita il rapporto armonico tra uomo e cane.
Un insieme di concentrazione, curiosità, disponibilità a collaborare, in poche parole è una fusione di due elementi in un binomio.

Un cane preparato nel giusto modo in obedience sarà in costante attenzione nel momento in cui si renderà conto di essere in procinto di lavorare. Talvolta mi si chiede che cosa significhi obedience ed io, soprattutto quando la domanda proviene dal profano, provo una sorta di disagio, che deriva dalla consapevolezza di non poter essere capito.

Raccontando ad esempio che il cane deve camminare a fianco del conduttore senza staccarsi e perdere concentrazione, descrivendo il moto verso un oggetto o la ricerca ed il riporto di un altro oggetto, sono quasi certo di leggere nello sguardo dell’interlocutore una sorta di delusione come a dire: "tutto qua?".
Ma se mi trovo in compagnia del mio cane, non spiego proprio nulla: mi basta metterlo in attenzione, fare qualche passo di condotta ed allora ...tutto è chiaro!

Già vedo sul volto dell’interlocutore una espressione di meraviglia. Dunque ecco la risposta al quesito che mi è stato posto: praticare obedience nel modo corretto significa creare quella base di ipermotivazione necessaria a rendere il cane interessato a tutto ciò che gli si chiede, in modo da essere pronto, qualora lo si desideri, ad essere introdotto a qualsiasi altra disciplina.

Può, tuttavia, capitare che non si ritenga di volerlo introdurre ad altro, ma si decida di considerarla una disciplina fine a se stessa: il piacere di muoversi in perfetta fusione ed armonia senza altro scopo. Allora, forse, si sarà compreso l'aspetto più alto dell'obedience e la sua vera essenza."

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